Depressione algerina in rotta verso il basso Tirreno; brusco peggioramento sulle regioni centro-meridionali, piogge e temporali in arrivo

Maggio non finirà di sorprendere. Dopo le abbondanti piogge che nei giorni scorsi hanno sommerso molte aree del nord, con particolare riferimento ai settori pedemontani di Veneto, Friuli e Liguria (particolarmente esposti ai flussi pre-frontali di aria calda e molto umida proveniente dai quadranti meridionali), dove in poco più di 24 ore si sono registrati accumuli di oltre i 200-250 mm, nei prossimi giorni il maltempo tornerà ad accanirsi anche sulle regioni centro-meridionali, coinvolgendo pure le due isole maggiori. Basta analizzare lo scenario meteo/climatico sull’area euro-atlantica per capire che nella sua dinamicità il quadro barico rimane pressochè inalterato. Anzi, in pieno Atlantico, resiste un imponente promontorio anticiclonico di blocco, con il proprio asse disteso lungo i meridiani, che continua a pompare masse d’aria piuttosto calde e umide, d’estrazione sub-tropicale marittima, che dalle medie latitudini oceaniche si spingono fin verso il mar di Norvegia. Poco più ad est di questa struttura anticiclonica di blocco, ubicata in pieno oceano, staziona un’ampia saccatura nord oceanica, colma di aria fredda alle quote superiori della troposfera, che dispone il proprio asse verso la Spagna ed il bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo.

Nel corso della mattinata odierna questa estesa saccatura presente al traverso dell’Europa occidentale, che dalle latitudini sub-polari si estende con le proprie propaggini più meridionali in direzione del mar di Alboran e dell’Algeria settentrionale, subirà un temporaneo “Split”, cominciando successivamente ad evolvere in direzione della Francia e del bacino centrale del Mediterraneo. In giornata il ramo ascendente della stessa ingloberà buona parte dell’entroterra algerino orientale, la Tunisia, l’Italia e la regione balcanica, dove si attiverà un sostenuto flusso sud-occidentale nella media troposfera (500 hpa) che dall’Algeria e dalla Tunisia proseguirà fino in direzione della Romania e dell’Ucraina, dopo aver sorvolato il Mediterraneo centrale. L’affondo dell’asse di saccatura verso il Mediterraneo centrale e l’Algeria settentrionale determinerà una accesa avvezione di vorticità positiva che favorirà l’isolamento di un vortice depressionario in quota (nella media troposfera) a ridosso del mar di Alboran, mentre un altro processo ciclogenetico si attiverà sull’entroterra algerino, a ridosso del versante meridionale della catena montuosa dell’Atlante Telliano, ove prenderà forma la cosiddetta “depressione algerina”, una delle più importanti figure bariche che condiziona l’andamento meteorologico sul bacino centrale del Mediterraneo e sull’Italia.

Essa si origina ogni volta dell’aria fredda e piuttosto umida, di origine atlantica, riesce a penetrare nel cuore dell’Africa nord-occidentale, tra l’entroterra desertico del Marocco e dell’Algeria, situazione che capita di frequente quando l’anticiclone oceanico (alta pressione delle Azzorre) decide di estendere un promontorio verso le alte latitudini, in pieno oceano. In questo caso l’aria più fredda e umida oceanica, che scivola da NO, lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico disteso con il proprio asse lungo i meridiani, riesce, tramite la costa marocchina, a penetrare fino all’entroterra algerino, in pieno deserto sahariano. Una volta penetrata nel cuore del Sahara algerino, attraverso l’ingresso di una sostenuta ventilazione dai quadranti occidentali che tende a piegare più da O-SO e SO sull’est dell’Algeria, la massa d’aria umida atlantica tende rapidamente ad interagire con l’aria più calda e molto secca preesistente in loco, determinando una complessa circolazione a gomito che tende a chiudersi a sud della catena dell’Atlante algerino (notevole il “forcing” orografico), dove si genera un minimo barico secondario, sottovento ai rilievi, per questo si parla anche di minimo orografico. L’area depressionaria, una volta formata, tende ad approfondirsi ulteriormente, venendo alimentata dalle umide e fresche correnti oceaniche che riescono a penetrare fino al cuore del Sahara algerino.

Una volta formata la “depressione algerina” tenderà a richiamare dall’entroterra desertico libico sostenute correnti meridionali da Sud e SE. L’aria calda e inizialmente secca (sub-tropicale continentale) aspirata dal Sahara libico, una volta passata sul mar Libico e sul basso Mediterraneo, si caricherà di umidità arrivando sulle coste italiane sotto forma di umidi venti di scirocco apportatori di persistenti precipitazioni. Questo notevole apporto di aria calda in direzione del bacino centrale del Mediterraneo, oltre a determinare un improvviso rialzo dei valori termici sulle regioni meridiodionali, agevolerà il rapido sviluppo di un sistema frontale nei bassi strati  che mercoledì si sposterà verso l’Italia centro-meridionale, stimolando l’attività convettiva. Le prime nubi, per lo più alte e stratificate, fra il pomeriggio e la serata si affacceranno sui cieli della Sardegna e della Sicilia, con l’avvento delle prime deboli piogge sulla Sardegna meridionale. Ma il clou del maltempo si verificherà proprio nella giornata di domani, mercoledì 22 Maggio, allorquando il vortice depressionario che nella giornata odierna prenderà forma lungo il versante meridionale dell’Atlante algerino, comincerà a muoversi verso nord-est, spostandosi dapprima sull’alta Tunisia, per proseguire nel corso del pomeriggio di domani verso l’alto Canale di Sicilia e basso Tirreno, determinerà un brusco peggioramento del tempo, a partire dalla Sardegna, Sicilia, con l’arrivo delle prime piogge, dei primi rovesci e temporali. Fenomeni che nel pomeriggio si trasferiranno molto velocemente alla Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, fino al Molise e basso Lazio.

Temporali sulle regioni del centro-sud

Durante il pomeriggio l’ampio fronte occluso si stabilirà fra la Sardegna e l’Italia centro-meridionale, favorendo l’avvento di forti piogge e locali temporali, anche di moderata intensità, tra l’est della Sardegna, la Basilicata, la Campania, il Lazio, il nord della Puglia, il Molise e pure l’Abruzzo. Nella nottata successiva il maltempo, a suon di piogge, rovesci diffusi e temporali, si accanirà sulle regioni centro-meridionali, tanto da poter assistere a fenomeni temporaleschi anche di moderata o forte intensità fra Lazio e Campania, mentre un miglioramento più deciso si farà strada fra Sardegna, Sicilia e Calabria, salvo qualche isolato rovescio ancora possibile lungo la costa tirrenica, nonostante l’inserimento di una intensa ventilazione da O-SO e Ovest dal basso Tirreno che contribuirà ad esaltare il “forcing” orografico. Giovedì, malgrado l’allontanamento della circolazione depressionaria e dell’annesso sistema frontale verso i Balcani, delle piogge e dei temporali sparsi continueranno a bagnare le Marche, l’Abruzzo, il Molise, il Lazio, la Campania ed il nord della Puglia. Sul resto delle regioni invece si assisterà ad un miglioramento più pronunciato. Le temperature tenderanno a scendere, in modo anche repentino sulle regioni centro-settentrionali. Solo sulle regioni del nord transiteranno dei nuovi annuvolamenti un nuovo peggioramento. Ma di questo torneremo a parlarne con maggiore precisione nei prossimi aggiornamenti.