
“Non c’e’ pace per le campagne del Nord Italia, dove nei primi cinque mesi dell’anno e’ caduta quasi il doppio della pioggia del 2012, con 50 giorni in piu’ di maltempo“. La Confederazione italiana agricoltori racconta delle difficolta’ degli agricoltori a causa del maltempo: “i violenti nubifragi degli ultimi giorni hanno impedito ancora una volta i lavori nei campi, con il risultato che lo stato vegetativo delle colture e’ mediamente in ritardo di un mese. Si teme soprattutto per il mais, che in alcuni casi non e’ stato seminato, facendo prevedere cali generalizzati del raccolto con punte del -40% in Lombardia, Piemonte e Veneto”. Dopo la difficile annata 2012-2013, in cui la siccità ha ‘bruciato’ circa il 30% della produzione nazionale di mais, quest’anno si puntava a un aumento delle superfici dedicate a questa coltura, complici anche i prezzi interessanti. E invece le cattive condizioni meteorologiche hanno ritardato se non impedito la semina, facendo prevedere un crollo generalizzato dei volumi. “In queste ore -continua la Cia – si teme specialmente per le aree agricole a ridosso del Po, dove il livello idrometrico continua a salire e diventa concreta la possibilita’ di tracimazioni“. A scontare gli effetti degli allagamenti e dei fenomeni di asfissia del terreno sono anche gli orticoli coltivati in pieno campo, soprattutto le fragole, i meloni e i tuberi. “La grandine e i temporali violenti -aggiunge la Cia – hanno danneggiato i tanti frutteti in fioritura, che rischiano di perdere il 10% del prodotto”