Emilia Romagna: le macerie dei tornado di venerdì si aggiungono a quelle del terremoto di un anno fa

Le macerie della tromba d’aria che il 3 maggio ha colpito le province di Modena e Bologna si sono sommate alle macerie del violento sisma del maggio scorso. Tra i Comuni del modenese piu’ colpiti c’e’ proprio Mirandola, lo stesso paesino squassato dal terremoto. In particolare, a San Martino Spino, alcuni degli edifici che erano stati risparmiati dai crolli delle scosse della terra non hanno retto invece alla furia del vento e per tutta la scorsa notte si e’ continuato a lavorare per sgomberare macerie e coprire i tetti scoperchiati con teloni di plastica. Da ieri sono tornati nelle loro case 18 sfollati di San Martino. Un’altra cinquantina di persone hanno invece trovato una sistemazione temporanea presso parenti e amici. A coordinare gli interventi di soccorso e’ stata la Protezione Civile provinciale, che e’ intervenuta anche nel Comune di Castelfranco dove la tromba d’aria ha provocato danni ad alcune abitazioni. Tre le persone che sono state trasferite in hotel, dove rimarranno ancora per alcuni giorni. Oggi la scuola elementare di Mirandola, inoltre, e’ rimasta chiusa per controlli e verifiche sull’agibilita’. Ingenti anche i danni all’agricoltura, spazzata dal vento che ha divelto anche gli alberi piu’ grossi e robusti e colpita da grandinate che hanno scaraventato al suolo pezzi di ghiaccio grandi come palline da golf.
“Le aziende agricole colpite sono pronte a ripartire subito – spiega il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna Guglielmo Garagnani – ma chiediamo con forza di utilizzare per l’evento del 3 maggio tutte le misure gia’ esistenti e messe in atto per il terremoto dell’Emilia, in particolare i fondi per la ricostruzione da destinare agli immobili lesionati, distrutti o dichiarati inagibili e la ‘misura 126′ del Psr per quanto concerne le attrezzature e le scorte’. “Dopo mesi di lavoro, ripristino e sistemazione post-terremoto, lo Stato ha messo in piedi un meccanismo di aiuto importante: bisogna che le aziende agricole devastate dalla tromba d’aria possano accedervi alle medesime condizioni” prosegue Garagnani che rimarca come siano stati “tantissimi i danni subiti dalle nostre aziende agricole nelle province di Bologna, Modena e Ferrara, proprio a un anno esatto dal drammatico sisma che ha ferito la stessa area”. Numerosi, infatti, i fabbricati e i macchinari distrutti.  “Auspichiamo pertanto – continua Garagnani – che venga presto portata a compimento la dichiarazione di stato di calamita’ ed evento eccezionale e che si mettano subito a disposizione adeguate risorse da destinare al Fondo di Solidarieta’ Nazionale”. E se oggi e’ ancora “difficile fare una stima precisa dei danni, in quanto una forte grandinata ha interessato, nelle stesse ore del tornado, un’area molto piu’ vasta del territorio regionale”, il presidente di Confagricoltura ricorda che “in provincia di Modena esistono ancora 5 nuclei famigliari che necessitano di un riparo dove vivere”. “L’emergenza ora – chiosa quindi Garagnani – e’ quella di reperire quanto prima le unita’ abitative, per dare una degna sistemazione a queste famiglie di agricoltori”. Intanto il 10 maggio l’assemblea generale di Confagricoltura Emilia Romagna si riunira’ a Bentivoglio, nel bolognese, proprio nell’epicentro della zona colpita, con la partecipazione del presidente nazionale Mario Guidi che visitera’, assieme ai vertici locali dell’organizzazione, le aziende agricole danneggiate. Sulla tromba d’aria che ha colpito le province di Modena e Bologna, la giunta regionale che ha gia’ chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza per calamita’ naturale, a causa del maltempo che ha provocato anche un diffuso dissesto idrogeologico da Parma a Modena, relazionera’ domani nell’Aula di Viale Aldo Moro.