
Grazie all’esplorazione spaziale, oggi sappiamo che i vulcani non sono confinati alla Terra. Prove di attività vulcanica passata sono state trovate sulla maggior parte dei pianeti del nostro sistema solare e su molti dei loro satelliti. La nostra Luna ad esempio, mostra vaste aree ricoperte da antiche colate laviche che prendono il nome di mari; ma è su Marte che si trova il più grande vulcano del Sistema Solare: il Monte Olimpo, alto più di tre volte l’Everest. Ora, grazie alle analisi delle immagini raccolte dalla sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) il 23 gennaio e alla sua fotocamera stereo ad alta risoluzione, una regione del pianeta rosso appare essere stata profondamente segnata da questo vulcano.
La regione interessata è il Sulci Gordii, che si trova a circa 200 chilometri a est del Monte Olimpo. Le immagini mostrano i segni di frane gigantesche, colate di lava in uno scenario provato da immense forze tettoniche. Molto probabilmente, a causa dell’indebolimento nella roccia di sostegno dell’edificio vulcanico, forse indotto da acque sotterranee, si generò un collasso nella pietra e una valanga di detriti che investì centinaia di chilometri di pianure circostanti. Una frana poi parzialmente sepolta dai flussi di lava. Simili valanghe di detriti circondano anche alcuni vulcani sulla Terra, tra cui il Mauna Loa nelle Hawaii.