
“E’ da escludere che al pompaggio di acqua ad alta pressione possa essere attribuita la responsabilita’ del terremoto in Emilia“. A dirlo alla Adnkronos e’ il sismologo del CNR professor Angelo Marcellini, “per l’estrazione dello shale gas, continua il professore, l’acqua viene pompata a 1000, 2000 metri di profondita’, mentre il movimento di faglia che ha causato il terremoto in Emilia si e’ verificato a 7 chilometri di profondita’ e ad oggi non esistono prove scientifiche che l’estrazione dello shale gas possa provocare terremoti. Quando si afferma una cosa del genere si fa solo dell’allarmismo sociale“. Nei giorni scorsi il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo, intervenendo in un comizio elettorale a Sestri Levante, aveva affermato che tra le cause del terremoto che ha colpito l’Emilia ci sono anche “i buchi che hanno fatto per cercare il gas a cinque mila metri“. “C’e’ poi da distinguere tra l’estrazione di gas e lo stoccaggio, continua Marcellini, quest’ultima e’ l’operazione inversa, poco nota all’opinione pubblica, dove il gas viene pompato nel sottosuolo per conservarlo all’interno di cavita’ preesistenti ricavate da giacimenti esauriti. Ultimamente si sta sperimentando la possibilita’ di stoccare una quantita’ di gas superiore a quella precedentemente contenuta, nell’ordine del 108%, ma anche in questo caso non c’e’ prova scientifica che ne dimostri la pericolosita‘”.