I mesi passano, la stagione estiva si avvicina, ma il trend configurativo sullo scacchiere euro-Atlantico non sembra mutare, almeno fino all’ultima decade di Maggio e ai primi giorni di Giugno. Ci troveremo dinnanzi ad un pattern climatico macchinoso, ma bloccato nelle sue dinamiche su larga scala. Difatti, come abbiamo avuto modo di spiegare in varie occasioni nei giorni scorsi, la persistenza di un robusto anticiclone di blocco, disteso lungo i meridiani, in mezzo all’Atlantico settentrionale, continuerà a favorire l’affondo, dal suo bordo più orientale, di vari impulsi freddi, di natura artico marittima, che dalle latitudini sub-polari, dopo aver attraversato il mar di Norvegia e l’Atlantico settentrionale (umidificandosi nei bassi strati), tendono rapidamente a versarsi in direzione del Regno Unito, della Francia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e Austria, sconfinando fin sull’Italia settentrionale dai valichi alpini, e tracimando in parte pure dalla valle del Rodano e golfo di Trieste. In tal caso il blocco di aria fredda, artico marittima, scivolato fra le Isole Britanniche, la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Germania e la Svizzera, si è riversato dentro il ramo discendente di una ben strutturata saccatura alle quote superiori della troposfera, che da oltre una settimana continua a dividere climaticamente l’Europa. Ad est, sul comparto orientale del continente, il ramo ascendente della saccatura, il cui asse principale si è posizionato al traverso dell’Europa centro-occidentale, continua a pilotare masse d’aria piuttosto calde, di matrice sub-tropicali continentali, che dall’entroterra libico ed egiziano si muovono verso i paesi baltici, la Russia europea, raggiungendo persino la Scandinavia, con una tiepida ritornante da SE ed Est che ha fatto schizzare i termometri oltre il muro dei +25°C +26°C (oltre +30°C sulla Russia europea).
Si tratta di temperature particolarmente elevate per il periodo, che stanno contribuendo alla rapida fusione del manto nevoso sui rilievi scandinavi e persino nella fredda Lapponia, fino a 1000 metri di altezza. Ad ovest, invece, la situazione è l’esatto contrario. Qui peraltro il ramo principale del “getto polare”, causa la presenza di un massimo di geopotenziale in quota in mezzo all’Atlantico, tende ad assumere una spiccata componente meridiana, da Nord a Sud, all’altezza del meridiano di Greenwich, spingendosi fino alla Francia e al cuore del Mediterraneo centrale. L’aria molto fredda, di matrice artica, nelle ultime 24-36 ore, scivolando verso le Alpi, ha determinato un brusco calo delle temperature fra Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e Austria. In Francia le temperature minime sono scese fino a +3°C +4°C sulle aree pianeggianti del nord, ed in alcune località si sono sfiorate le gelate, che sarebbero state di certo rilevanti per Maggio, ma non eccezionali. A Parigi nella giornata di ieri la minima è scesa addirittura al di sotto dei +3.6°C, facendo registrare il record giornaliero per il 24 Maggio. Ma ancora più rilevante è il ritorno della neve fino a bassa quota fra la Francia centrale e le Alpi. Qui tutto di colpo pare che sia tornato l’autunno, con paesaggi nuovamente innevati e temperature crollate in prossimità degli +0°C. Questa rilevante avvezione fredda, che ha colpito gran parte dei paesi dell’Europa centro-occidentale, dal Regno Unito alla Francia e la Germania, determinerà una rilevante anomalia termica negativa, con valori di -4°C anche -5°C al di sotto delle medie del periodo, che contraddistinguerà l’intero mese di Maggio, largamente sotto media.
Sul fronte orientale, fra Balcani, bacino del mar Nero, Russia e Scandinavia, invece persisterà una ampia fascia di anomalie termiche positive che presenterà picchi rilevanti, anche fino a +5°C +6°C rispetto alle consuete medie climatiche di Maggio, fra Bielorussi, Ucraina e il sud-ovest della Russia europea, zone che nelle ultime settimane sono state interessate da un continuo flusso meridionale, di masse d’aria calde sub-tropicali provenienti direttamente dall’entroterra desertico nord-africano. Ma anche dal punto di vista pluviometrico non sono mancate le sorprese. Con l’affondo di ripetute saccature, disposte con il proprio asse lungo il meridiano di Greenwich, un notevole incremento di piovosità, con considerevoli surplus idrici, si è riscontrato fra la Spagna orientale, la Francia meridionale e l’Italia settentrionale, in particolare nelle aree sopravento di Prealpi e Alpi meridionali (esposte allo “stau” in presenza di robusti flussi pre-frontali meridionali). Ha piovuto più della media anche sulla Norvegia meridionale e sulle coste orientali adriatiche, fra Croazia e Albania, dove si sono registrati importanti surplus idrici, specie fra la Dalmazia meridionale e l’Albania. Continua il periodo siccitoso in molte aree della Scandinavia orientale, fra Svezia e nord della Finlandia, come sull’est dell’Inghilterra, nord della Germania, Danimarca e Grecia meridionale, dove ci sono diverse località che nell’ultimo mese sono rimaste ferme a soli 1-2 mm. Si tratta di dati piuttosto esigui che evidenziano la netta penuria di precipitazioni.
