ISON a 3,9 Unità Astronomiche dal Sole: cresce l’attesa per la “cometa del secolo”

Nel suo viaggio verso il sistema solare interno, la cometa C/2012 S1 ISON porta con sé grandi aspettative. Professionisti e dilettanti attendono da ogni parte del mondo l’astro chiomato che potrebbe divenire l’evento astronomico più spettacolare del secolo. Il condizionale è tuttavia d’obbligo, in quanto C/2012 S1 potrebbe anche disgregarsi nell’incontro ravvicinato che avrà il prossimo mese di Novembre con il Sole. Circa 96 ore fa, ISON si trovava a 3,885 Unità Astronomiche (1 UA= distanza Terra-Sole), pari a 581 milioni di chilometri dalla nostra stella. Ernesto Guido e Nick Howes dell’Osservatorio di Remanzacco, utilizzando il telescopio Ritchey-Chretien di 2 metri, sono riusciti ad identificare quasi la stessa struttura osservata dal telescopio spaziale Hubble lo scorso 10 Aprile. Quando la cometa è stata scoperta dagli astronomi russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok, era un oggetto molto debole. Nel suo lungo viaggio, tuttavia, il calore del Sole sta cominciando a far sublimare parte del suo materiale ghiacciato più esterno, che è poi quello che insieme al materiale polveroso del nucleo, va a costituire la chioma. Poco dopo la sua scoperta, gli astronomi ne hanno calcolato l’orbita, ed è stato allora che la cometa ha cominciato ad essere soprannominata “la cometa del secolo”. L’incontro radente che avverrà il prossimo 28 Novembre 2013, infatti, potrebbe rendere l’astro enormemente luminoso, a tal punto da brillare come la luce della Luna piena ed essere visibile in pieno giorno. Non è facile prevedere come andranno le cose, ma ciò che la scienza è in sicuramente grado di dirci, è che la cometa, a prescindere, non avrà alcuna influenza negativa sulla Terra e sulla nostra vita. L’emozione aumenta. Mancano soltanto pochi mesi.