
Quindi risulterebbe un po’ più debole del tremendo mostro, di categoria F-5, che il 3 Maggio del 1999 (in una situazione sinottica quasi analoga) distrusse le medesime aree a sud di Oklahoma City, causando danni per oltre 1.4 miliardi di dollari. Ma nuove analisi dei tanti video postati sulla piattaforma di you-tube potrebbero far elevare il tornado di Moore ad un F-5 in piena regola, annoverandolo come uno dei vortici più distruttivi di sempre per la storia nord-americana. L’allarme tornado è stato lanciato solo 16 minuti prima che esso cominciasse a raggiungere il terreno, sui campi attorno i sobborghi più meridionali dell’area di Oklahoma City, dove la violenza del vento è stata tale da riuscire ad estirpare zolle di terra dalla superficie. In genere ciò si verifica di fronte a tornado di categoria F-4 F-5 sulla ben nota scala Fujita, che presentano venti davvero estremi, ad oltre i 350-400 km/h. Un altro fattore che potrebbe promuovere il tornado di Moore alla categoria F-5 Fujita è legato all’enorme nube di detriti sollevata da questo, larga più di 2 miglia. Difatti, molti detriti risucchiati dal gigantesco tornado sono ricaduti nell’area metropolitana di Tulsa, oltre 90-100 miglia (a est-nord/est) di distanza dalla cittadina di Moore. Un elemento che indicherebbe le notevoli dimensioni spaziali del vortice. Ormai è chiaro che questo tornado rischia di essere catalogato come uno dei cinque tornado più devastanti della storia. Al momento questa è la classifica dei tornado più distruttivi registrati negli Stati Uniti:
2) Topeka, Kansas, 8 Giugno 1966, 1.7 miliardi di dollari
3) Lubbock, Texas, 11 Maggio 1978, 1.5 miliardi di dollari
4) Bridge Creek-Moore, Oklahoma, 3 Maggio, 1999, 1.4 miliardi di dollari
5) Xenia, Ohio, 3 Aprile 1974, 1.1 miliardi di dollari
Quello di Moore, entro la prossima settimana, una volta terminata la conta dei danni, potrebbe rientrare nei primi posti, risultando cosi come uno dei più distruttivi di sempre. Potrebbe addirittura avvicinarsi al tornado di Joplin, nel Missouri, il più costoso di sempre con oltre 2.8 miliardi di dollari di danni. Proprio come il violento tornado del 3 Maggio del 1999, di categoria F-5 Fujiita, che provoco la morte di oltre 36 persone, mentre i feriti ammontarono a più di 573. Il tornado del 1999, colpendo le stesse aree vicino la cittadina di Moore, determinò anche la distruzione di ben 8132 case, 1041 appartamenti, 260 imprese, 11 edifici pubblici e il danneggiamento di almeno chiese.
Il tornado che ha distrutto la cittadina di Moore si è originato sul bordo di una ben strutturata “Supercella”
Il tornado che ha distrutto la cittadina di Moore, appena a sud di Oklahoma City, si è sviluppato lungo il bordo meridionale di un complesso sistema temporalesco che fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di ieri si è formato fra il Kansas e l’Oklahoma, cominciando ad assumere spiccate caratteristiche “supercellulari”. Il sistema convettivo è esploso molto velocemente lungo un flusso di aria caldo e umida, dai quadranti sud-occidentali, inserita nel settore pre-frontale di una più ampia circolazione depressionaria, che presentava un minimo barico al suolo centrato nel South Dakota. In seno al sistema temporalesco si è innescato un intenso moto rotatorio, impresso dal transito sopra i cieli dell’Oklahoma e del Kansas di un ramo secondario del “getto polare” nell’alta troposfera che ha contribuito a far roteare su se stesse le nubi temporalesche. Già alcune ore prima della formazione del mega tornado altre trombe d’aria e piccoli tornado si erano sviluppati davanti la neonata “Supercella”. Poco prima delle 15:00 locali l’intenso “mesociclone” (“Updraft roteante”), lungo la base scura dei cumulonembi (molto bassa), si è intensificato in tal modo da agevolare il rapido sviluppo della “nube ad imbuto” che ha cominciato ad attorcigliarsi su di se, iniziando a scivolare verso il suolo dando vita al tornado. Erroneamente a quanto si pensa la “nube ad imbuto” non è il tornado, ma rappresenta solo una manifestazione che precede la sua formazione. Durante lo sviluppo e l’evoluzione del grande tornado sulle moviole satellitari, ma soprattutto nelle immagini radar del servizio meteorologico statunitense, si è notata la formazione del cosiddetto “uncino”, più o meno sviluppato, che sta ad indicare l’area dove si concentrano le precipitazioni più violente, con elevatissimi indici di rain/rate. La genesi dell’”uncino” ha confermato la natura “supercellulare”, mettendo in evidenza come l’intenso moto rotatorio facente capo al “Mesociclone” si sia rapidamente esteso verso i bassi strati, creando le condizioni ideali per la formazione del distruttivo vortice d’aria.
