S’è poi mosso addirittura l’assessore al Turismo dell’Emilia Romagna Maurizio Melucci che ha rilanciato: “le previsioni sbagliate possono provocare danni consistenti all’intero settore. Se il Veneto è disposto a fare un’alleanza per portare avanti questa battaglia, l’assessorato al turismo emiliano è pronto a fare la propria parte“. Insomma, si va oltre la “polemica”. Si parla di “battaglia“. Amministratori pubblici e operatori turistici contro i meteorologi. Una lotta iniziata meno di un mese fa con i ponti di 25 aprile e 1° maggio, per poi incattivirsi di weekend in weekend. Ma se quest’anno la primavera fa le bizze, e il tempo è rimasto ancora fino ad ora cupo e piovoso, non è certo colpa dei meteorologi così come non è colpa di chi fa le previsioni del tempo se il mondo intero è afflitto da una pesante crisi economica che, purtroppo, comporta minori flussi turistici un pò ovunque.

Del Veneto completamente sott’acqua stiamo parlando da ore, con l’allarme-alluvione a Vicenza, gli allagamenti e i fiumi esondati. Ma guardate bene l’immagine affianco: è la spiaggia di Jesolo nella giornata di ieri, giovedì 16 maggio. Sdraio e ombrelloni travolti dal mare. Da un mare in tempesta che avevamo annunciato, tanto noi su MeteoWeb quanto tutti gli altri siti meteo d’Italia, con largo anticipo. Forse sarebbe stato meglio fidarsi ed evitare di posizionare i lidi in vista di un peggioramento che si prospettava così estremo come poi in effetti è stato. Ma Jesolo “ha un microclima particolare, anche se nell’entroterra è nuvoloso, qui spesso splende il sole“. E allora sapete che facciamo? Siamo tentati di oscurarvi davvero … con la convinzione che chi ci rimette di più sarete sicuramente voi (quelle sdraio e quegli ombrelloni distrutti dal mare non saremo certo noi a doverli ricomprare). Ma il meteo continueremo a farlo come sempre perchè è la gente che ce lo chiede, è la gente che lo vuole. Con buona pace di amministratori e albergatori complottisti. Per l’amor di Dio, potremo anche sbagliare. Stiamo parlando di “previsioni” del tempo e non di “certezze“. Ma certo non lo facciamo in cattiva fede…