Non si ferma l’ondata di maltempo che ha colpito il Nord Italia e registrato il 50% in piu’ di precipitazioni rispetto al 2012. Nelle campagne allagate nessuna coltivazione è al sicuro: si calcolano perdite generalizzate sui raccolti che partono dal 10% per l’ortofrutta fino a raggiungere il 40% per il mais. A fare la stima e’ la Confederazione italiana agricoltori, che afferma che “il quadro e’ davvero drammatico: ecco perche’ le istituzioni devono muoversi subito, attivando tutte le procedure per un intervento pubblico che possa aiutare le imprese a rimanere sul mercato”. I danni sono già stimati nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Mezzo miliardo solo in Veneto, anche se, spiega la Cia, “per una verifica certa bisogna avviare subito le procedure per la dichiarazione dello stato di calamita’ nelle aree piu’ colpite di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto“. Tanti i fattori che hanno determinato lo ‘stato di crisi’ dei campi: non solo le temperature al di sotto della media che hanno determinato ritardi nelle fioriture, ma anche le piogge torrenziali che hanno stravolto le operazioni di semina, ritardandole di un mese almeno, se non rendendole proprio impossibili. “Ma non basta -aggiunge l’organizzazione-: nel ‘triangolo del riso’ (Vercelli, Novara e Pavia), un’intera economia rischia la crisi con forti rallentamenti sulle semine e una produzione gia’ stimata in calo del 20%”. Ancora, si registrano grossi ritardi nella fruttificazione della frutta estiva, cosi’ come rischiano di ammuffire sott’acqua, soffocati dal fango, fragole, meloni, patate e insalate. Inoltre, conclude la Cia, si e’ stato di pre-allarme per le viti, a causa del rischio di attacchi funginei.
