Il calendario segna primavera, ma il nord e’ ripiombato oggi in un clima invernale: pioggia e calo della temperatura di 15 gradi a Milano, cime imbiancate in Valtellina e Liguria, acqua alta a Venezia, lago d’Iseo a rischio esondazione e Giro d’Italia costretto ad annullare la tappa di oggi e a modificare quella di domani. La Lombardia e’ la regione piu’ colpita dal maltempo con temperature in picchiata anche nei capoluoghi: circa 6 gradi a Milano e in Brianza (tra Lecco e Monza), 7 gradi a Bergamo, Sondrio e Lodi. Numerose le chiamate ricevute dai vigili del fuoco di Milano per cadute di alberi: alcuni si sono abbattuti su diverse auto e una persona e’ rimasta ferita. Nel Bergamasco coltre bianca oltre i 1.500 metri e la temperatura ha toccato i -10 gradi centigradi a Foppolo. Fitte nevicate sopra gli 800 metri, pioggia sul fondovalle e temperature in picchiata su tutta la provincia di Sondrio.

A mezzogiorno la massima di marea nella citta’ lagunare ha toccato i 101 centimetri sul medio mare, accompagnata dal fenomeno dell’acqua alta. Freddo e bora hanno sferzato il Friuli Venezia Giulia, con temperature scese ai livelli del 1976. Colpo di coda invernale anche in Liguria con neve in Val d’Aveto e in Valle Scrivia, mentre sulle coste i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per rimuovere alberi caduti per il vento fortissimo. Lo stesso e’ avvenuto a Roma: i vigili della capitale hanno ricevuto 140 richieste di intervento in quattro ore per 25 alberi abbattuti dal vento. A causa del maltempo la direzione del 96/o Giro d’Italia di ciclismo ha prima annullato la tappa di oggi, la Ponte di Legno-Val Martello, e poi si e’ vista costretta a modificare quella in programma domani, da Silandro alle Tre Cime di Lavaredo, viste le pessime previsioni meteo. Intanto la Coldiretti ha chiesto lo stato di calamita’: l’andamento climatico ha sconvolto i normali cicli delle coltivazioni con danni incalcolabili per l’agricoltura. Secondo l’organizzazione, la ‘primavera pazza’ – con una temperatura inferiore alla media di 3,2 gradi – ha gia’ rovinato almeno il 30 per cento dei raccolti delle regioni del Nord.
I CAMPI SOFFRONO: -35% POMODORI, -30% RISO. NORD ITALIA IN GINOCCHIO, COLDIRETTI CHIEDE STATO CALAMITA’ – La primavera pazza e ricca di piogge, con vere e proprie ‘ricadute’ invernali di neve e gelo, manda in tilt i raccolti nei campi, provocando seri danni soprattutto al Nord dove si stimano perdite dei raccolti tra il 30 e il 50%. Coldiretti ha chiesto oggi lo stato di calamita’ al governo, sottolineando che alla ‘caporetto’ nelle campagne provocata dal maltempo non si sottrae nessuna semina o albero da frutto: crollo delle rese tra il 30 e il 35% per i pomodori e gravi perdite anche per l’ortofrutta: per mele e pere, angurie e meloni il danno oscilla dal 30 al 35% del raccolto. Per il riso si prevede un calo di circa il 30%. La semina del mais e’ in ritardo di quasi due mesi, con stime di una riduzione delle rese dal 30 al 50%; la semina della barbabietola da zucchero non e’ neppure iniziata ed e’ stato preso l’intero primo sfalcio di foraggio, quello che garantisce il 50% del prodotto alle stalle. Problemi anche su frumento, orzo e triticale, mentre si registra oltre un mese di ritardo per la semina della soia. In particolare la Coldiretti lombarda sottolinea come i terreni della Pianura padana siano ridotti a mezze paludi e gli agricoltori debbano fare i conti con la distruzione delle semine appena fatte sperando che il tempo tempo dopo settimane di pioggia battente. La temperatura massima nel Nord Italia nella seconda meta’ di maggio – rileva Coldiretti – e’ stata 3,2 gradi centigradi inferiore alla media del mese, caratterizzato anche da un 24% di pioggia in piu’. Nelle campagne, oltre al problema dell’eccesso dell’acqua – avvertono gli agricoltori – c’e’ anche quello dei funghi e dei parassiti che con il clima umido trovano il loro habitat ideale. E dopo tanta umidita’ – osservano gli addetti ai lavori – anche l’arrivo immediato del bel tempo non sarebbe sufficiente a mettere in sicurezza gli alberi da frutta e i vitigni