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Prima burrasca invernale in arrivo sulle coste cilene centro-meridionali; nevicate a bassa quota sulle Ande, secchi venti di “Zonda” in Argentina
Il profondo vortice depressionario sui 965 hpa posizionato a largo delle coste cilene
L’inverno comincia pian piano ad alzare la testa sul continente sud-americano. Una intensa perturbazione, dalle caratteristiche invernali, nelle prossime 24-36 ore interesserà le coste cilene centro-meridionali, apportando una importante ondata di maltempo, con piogge, fitte nevicate fino a bassa quota sulle Ande meridionali, venti forti e mareggiate. In questi ultimi giorni sul Pacifico meridionale, nel tratto antistante le coste del Cile meridionale, la risalita di una saccatura di origini polari, colma di aria gelida in quota, ha favorito l’isolamento di un profondo ciclone extratropicale che si è ulteriormente approfondito a seguito dell’intensa avvezione di vorticità positiva indotta dall’ampia rotazione in senso orario del “getto polare australe”, all’altezza degli 80° di longitudine ovest. Il profondissimo vortice ciclonico, con un minimo barico al suolo che ha raggiunto un valore ragguardevole di ben 965 hpa (veramente profondo), è alimentato, lungo il bordo occidentale, da un esteso blocco di aria fredda, di matrice sub-polare marittima, che dalle coste antartiche si dirige fino ai 40° di latitudine sud, attraverso una forte ventilazione da SO e O-SO che raggiungerà l’intensità di tempesta sul margine occidentale e settentrionale della circolazione depressionaria, dove i venti potranno superare la soglia dei 100-120 km/h, con raffiche di gran lunga superiori in mare aperto. Il ciclone extratropicale è associato ad un sistema frontale, nei bassi strati, che tende a spingersi con il fronte caldo in direzione delle coste cilene centro-meridionali, ove arriveranno importanti precipitazioni, con una tesa ventilazione pre-frontale da NO. Il profondissimo minimo barico di 965 hpa, centrato a largo delle coste cilene meridionali, ha prodotto pure un considerevole “gradiente barico orizzontale” che sta attivando venti davvero molto forti, da Ovest e O-SO lungo il lato settentrionale della circolazione depressionaria, mentre forti venti da SO, S-SO e Sud risaliranno il bordo occidentale della stessa, con burrasche estese a tutto il tratto di oceano davanti le coste del Cile meridionale, in grado di sollevare onde di “mare vivo” alte fino a più di 5-6 metri.
Nel corso della giornata odierna il profondo ciclone extratropicale e l’annesso sistema frontale nei bassi strati, pur cominciando ad indebolirsi, si avvicinerà alle coste del Cile centro-meridionale, spostandosi con un minimo di 985 hpa davanti l’isola di Chiloè, dispensando una intensa ondata di maltempo, con piogge, anche persistenti, venti intensi dai quadranti occidentali e mareggiate sulle aree costiere, dove arriveranno ondate anche imponenti, alte più di 4-5 metri, alzate dai forti venti di burrasca attivi in mare aperto. Le mareggiate più consistenti investiranno il tratto di costa compreso fra la penisola di Taitao e il litorale di Toltèn. Le precipitazioni più consistenti si dovrebbero concentrare sulle aree costiere del Cile centro-meridionale, fra Valdivia e Valparaiso, con accumuli anche particolarmente abbondanti lungo il versante occidentale dei rilievi che costeggiano l’immediato retroterra. Un po’ di pioggia arriverà pure sulla capitale Santiago, dove proprio ora sta iniziando a piovere con una temperatura di +8°C +9°C.
Difatti, con il posizionamento del profondo minimo barico a largo dell’isola di Chiloè, le sostenute, umide e fredde correnti occidentali, provenienti dal Pacifico meridionale, tenderanno ad addossare una consistente nuvolosità a ridosso delle coste del Cile centro-meridionale che darà origine a piogge persistenti e ad abbondanti nevicate fino a bassa quota (dai 900-1000 metri, a quote più alte man mano si procede a nord) sulle Ande meridionali, con accumuli veramente abbondanti sulle aree sopravento del versante occidentale andino, ben esposte all’umido flusso occidentale marittimo che garantisce un ottimo “stau”. Il tipo di configurazione può favorire precipitazioni nevose molto consistenti sulle Ande cilene meridionali, dove si scateneranno vere e proprie bufere. Nella giornata di domani il profondo ciclone extratropicale, prima di colmarsi, valicherà velocemente la barriera montuosa andina per portarsi sull’Argentina meridionale proseguendo verso l’Atlantico meridionale, grazie alla spinta impressa dal robusto anticiclone del Pacifico meridionale che al tempo stesso propagherà le proprie propaggini più orientali in direzione del Cile centrale, con le isobare di 1020-1022 hpa limitrofe alla costa.
Al contempo il sistema frontale che l’accompagna, dopo aver scaricato tutta l’umidità sotto forma di persistenti precipitazioni sul versante occidentale delle Ande meridionali, penetrerà sul territorio argentino meridionale presentando spiccate caratteristiche “catabatiche” (correnti discendenti innescate dai forti venti occidentali che oltrepassano l’ostacolo orografico delle Ande assumendo una spiccata componente discendente), con molte nubi ma scarse precipitazioni. Una volta scaricate tutte le precipitazioni sul versante cileno le correnti occidentali scivoleranno lungo il versante orientale di sottovento, andandosi progressivamente a scaldarsi e deumidificarsi, a causa della notevole “compressione adiabatica”, diventando piuttosto calde e secche una volta raggiunto il fondovalle o la pianura sottostante, dove i moti discendenti rendono i cieli generalmente sereni o poco nuvolosi. Questo è proprio il caso della “Zonda”, il noto “Foehn” andino.
Durante l’ascesa, lungo il versante cileno delle Ande, tutta l’umidità contenuta in seno alle masse d’aria, di tipo polare marittima, viene scaricata tramite intense precipitazioni nevose, lungo le Ande del Cile, che presentano crinali alti più di 4.000-5.000 metri, con picchi di ben 6.000 metri. Dopo aver scaricato tutta l’umidità, in forma di nevicate sulle Ande cilene, la massa d’aria polare marittima oltrepassa il crinale per poi rigettarsi, con intense raffiche di caduta, sul versante argentino. Proprio in questa fase la massa d’aria, originariamente fredda e molto umida, subisce un brusco riscaldamento e si deumidifica, a causa della “compressione adiabatica” che si attiva lungo il versante sottovento argentino. L’azione della “compressione adiabatica”, visto il notevole dislivello con le creste delle Ande (che arrivano a superare i 5000-6000 metri), si avverte fino alla Patagonia e alla Pampa occidentale, dove l’irrompere dei sostenuti venti di caduta verrà accompagnato da bruschi rialzi termici e da una repentina diminuzione dell’umidità relativa che può crollare di botto, anche sotto il 20 %. In pratica questo vento mette in evidenza la notevole “compressione adiabatica” esercitata dalle Ande meridionali all’umido flusso delle “Westerlies” australi, che attraversa l’intero Pacifico meridionale. La “Zonda” spazzerà con intense raffiche di caduta le sottostanti pianure dell’Argentina centro-meridionale fino alla giornata di giovedì.