
Ancora tempo marcatamente instabile, se non addirittura localmente perturbato, in vaste aree dell’Europa centrale, con piogge, rovesci e temporali sparsi, che dalla Turchia e dalla Bulgaria si allungano fino all’ovest della Russia europea, ai confini con il Baltico. L’intensa attività convettiva registrata in queste ore, specie fra l’entroterra montuoso della Turchia, il sud della Bulgaria e la Romania, è fomentata dall’isolamento di un vortice depressionaria nell’alta troposfera, in prossimità del bacino centro-orientale del Mediterraneo. Tale struttura depressionaria, radicata alle quote superiori dell’atmosfera, è giunta ormai alla deriva e per ora ha assunto pure un moto retrogrado, lungo i margini più meridionali di un nucleo di alta pressione che da più giorni continua a stagnare sopra i territori della Russia europea, dove è ben evidente un moto orario dei venti nei medi e bassi strati. Con questo particolare dislocamento il vortice depressionario in quota è in grado di aspirare, dal bordo meridionale del promontorio anticiclonico, presente con i propri massimi sulla Russia europea, masse d’aria decisamente fresche che dalle pianure della Russia europea si spingono in direzione della regione carpatico-danubiana e dei Balcani, incuneandosi al di sotto dell’aria molto più calde ed umida che proprio in questo periodo dell’anno comincia a formarsi sopra le vaste distese continentali dell’Europa orientale. Tali infiltrazioni di aria piuttosto fresca, presenti soprattutto nella media e alta troposfera, scorrendo sopra le masse d’aria più umide e calde stagnanti sulle grandi aree interne del comparto orientale europeo, tendono ad attivare un forte “gradiente termico verticale” che a sua volta alimenta lo sviluppo di intensi moti convettivi, specie durante le ore pomeridiane e serali, dopo che il sole ha contribuito a riscaldare per bene le terre emerse, rilasciando nell’atmosfera molto calore latente, che è alla base della nascita delle forti correnti ascensionali che formano i temporali.
In questo caso solo fra il nord della Grecia, l’Egeo e l’ovest della Turchia sussisteranno le condizioni di “Shear positivo” del vento alle quote superiori, in grado di imprimere una discreta vorticità positiva ai nuclei temporaleschi in fase di sviluppo sui rilievi della Grecia settentrionale, la Macedonia e il sud-ovest della Bulgaria. Qui la topografia dovrebbe inibire tali fenomeni, tagliandoli sul nascere. Interessanti pure i temporali, con una notevole attività elettrica, che stanno interessando il settore più occidentale della Russia europea, vicino al confine con l’Estonia. Queste “Celle temporalesche”, pur presentando dinamiche chiaramente “termoconvettive” (ad evoluzione diurna), sono originati dalle costanti infiltrazioni di aria fredda nella media troposfera (a 500 hpa) al di sopra del flusso caldo e umido dai quadranti meridionali, dominante nei bassi strati (settore pre-frontale), fra Turchia, bacino del mar Nero e ovest della Russia europea. L’aria fredda, penetrando in quota sopra il caldo flusso pre-frontale, dai quadranti meridionali, contribuisce a creare una forte destabilizzazione atmosferica, incrementando il “gradiente termico verticale” che favorisce una rapida ascesa verso l’alto dell’aria più calda ed umida stagnante in prossimità del suolo. Tale processo porta alla formazione di grossi nubi cumuliformi che possono dare la stura a rovesci e temporali, specie se l’aria presente nei bassi strati ha un buon contenuto di vapore acqueo (masse d’aria d’origine sub-tropicale marittima).
