“E’ una gioia importante, per tutto quello che è stato fatto, dall’Asi e dal nostro paese. In un momento di crisi come quello che sta vivendo il nostro paese queste sono davvero cose che danno ottimismo”. Lo ha detto il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Enrico Saggese commentando il lancio della Soyuz con l’astronauta italiano Luca Parmitano verso la Stazione spaziale internazionale. “Voglio ricordare – ha dichiarato Saggese – che ‘Volare’ è una missione congiunta Asi-NASA, che l’Asi inserisce i propri astronauti all’interno di un team europeo e che Luca sarà il primo italiano a fare delle Eva (Extra Vehicular Activity, le ‘passeggiate’ nello spazio, ndr) un compito fisicamente davvero stressante. Nel periodo in cuiParmitano sarà sulla ISS – ha concluso – verranno effettuate due ‘spacewalk’ nel mese di luglio. Inoltre Luca si occuperà delle manovre del braccio robotico della Stazione spaziale”. Per Thomas Reiter, direttore dei Voli umani per l’ESA, “questo è un giorno fantastico per l’Itala e per l’Europa”.
“C’e’ oggi l’orgoglio di una Italia spaziale che sa funzionare e che e’ capace di realizzare importanti progetti di impatto internazionale”. Cosi’ il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, commenta il lancio e l’arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale dell’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano. “La missione di Parmitano -afferma Saggese- e’ il trionfo della nostra abilita’ tecnologica e la conferma del riconoscimento al nostro Paese in un settore all’avanguardia”. “Per l’Agenzia Spaziale Italiana e’ entusiasmante che Luca si appresti a fare una missione che lo portera’ anche a essere il primo italiano a fare le attivita’ extraveicolari. La scelta della Nasa di affidargli questa attivita’ testimonia la fiducia che l’ente spaziale statunitense ripone nell’Asi” aggiunge ancora Saggese. Ma per il presidente dell’Asi non ci sono solo ‘rose e fiori’ nella governance delle attitivta’ spaziali. Parlando con i giornalisti dopo il lancio di Parmitano, Saggese sottolinea infatti alcune criticita’. “Se non troviamo nuove avventure, nuove prospettive interessanti, l’intero settore dell’esplorazione spaziale -spiega- si trovera’ in una crisi di identita'”. Saggese quindi cita primo fra tutti il mantenimento della Iss, “un laboratorio spaziale che necessita di circa 5 miliardi di euro l’anno, ormai praticamente concluso che quindi puo’ non fornire piu’ tradizionali commesse all’industria, rischiando di non attirare gli interessi delle aziende”. “Perplessita’ sul mantenimento della Iss -proseguito il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana- stanno arrivando ormai anche dalle agenzie spaziali di Giappone e Germania, mentre la Nasa ha cancellato l’idea di fissare una data di termine attivita’, spiegando semplicemente che la Iss restera’ li’ finche’ sara’ utilizzata”. Saggese rileva inoltre che con la presenza di nuovi player dello spazio, India e Cina o i privati statunitensi, “sara’ necessario, trovare nuove ‘storie’, nuovi progetti di esplorazione in grado di affascinare e coinvolgere”. “Nuovi progetti -conclude- da presentare al prossimo convegno internazionale sull’esplorazione spaziale, in programma il 9 e 10 gennaio 2014 a Washington, o ci troveremo in una vera crisi di identita'”.
