
C’e’ una bandiera italiana che sventola nella steppa del Kazakistan. E’ quella che Luca Parmitano ha alzato sul pennone davanti all’hotel Cosmonaut da sempre riservato ai cosmonauti prima del lancio. L’astronauta siciliano originario di Paterno’ si trova nella ‘mitica’ localita’ di Bajkonur in Kazakistan per mettere a punto gli ultimi preparativi in vista del lancio di mercoledi’ prossimo. Saranno le ore della notte kazaka, le 22,31 di martedi’ 28 in Italia, quando la navicella spaziale Soyuz TMA-09M lo portera’ in circa sei ore sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Il lift-off (il decollo) avverra’ dalla stessa rampa di lancio che nell’aprile del 1961 porto’ in orbita Yuri Gagarin. In questi giorni per Parmitano e i suoi compagni di viaggio della missione 37 chiamata ‘Volare’, il russo Fyodor Yurchikhin e la statunitense Karen Nyberg, rispettivamente alla sesta e seconda esperienza nello spazio, hanno svolto i rituali pre-lancio dalle fotografie a piantare un albero portafortuna. Presso il museo dei cosmonauti, dove si possono vivere esperienze multisensoriali, Luca Parmitano ha posto la sua firma sul pannello di coloro che sono partiti alla volta dello spazio. “Che onore firmare il mio nome tra tante leggende dello spazio”, ha detto il pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, sesto astronauta italiano della storia e primo ad avere in programma attivita’ extraveicolari (EVA), comunemente chiamate ‘passeggiate extraveicolari’. Per ore e ore e’ stato provato l’ingresso nella capsula che portera’ i tre astronauti tra le stelle. Parmitano, 37 anni, siedera’ alla sinistra del comandante Yurchikhin. “L’idea di sedermi in una navetta che e’ stata costruita per me, nel mio sedile, per partire in orbita, e’ un sentimento davvero indescrivibile”, ha detto Parmitano, pilota dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) e dell’Asi (Agenzia Spaziale Italiana), avvolto nella sua tuta spaziale bianca con le righe blu. Bajkonur, localita’ che si raggiunge solo in treno (arrivando in aereo da Kyzylorda) chiamata anche Tjuratam, e’ una citta’ nata per il volo spaziale a meta’ degli anni ’50. Monumenti dedicati ai piu’ grandi cosmonauti della storia dell’Unione Sovietica, diversi mezzi spaziali in esposizione lungo le strade e tanti, tanti murales che riportano i nomi delle missioni. In epoca sovietica Bajkonur rientrava nelle ‘citta’ chiuse’, quei luoghi dove nessuno poteva entrare se non per motivi di lavoro e vietate anche a cittadini russi e che venivano chiamare solo con numeri. Con la dissoluzione dell’Unione sovietica diverse citta’ furono aperte e le citta’ chiuse rimaste vennero ribattezzate con la denominazione di ‘formazioni amministrativo-territoriali chiuse’, meglio conosciute come citta’ ZATO.