
La costante anomalia che ha caratterizzato il corso di questa piovosa e fresca primavera è stata caratterizzata dall’assenza di solidi promontori anticiclonici, che sono rimasti ben consolidati fra il bacino orientale del Mediterraneo, l’Europa orientale e la Russia europea, dove si sono realizzate diverse ondate di calore che hanno fatto schizzare i termometri oltre la soglia dei +30°C, con picchi di oltre i +20°C +22°C all’altezza del circolo polare artico (sulla Lapponia). Ora però le cose iniziano a mutare. Dopo mesi di costanti anomalie termiche positive sulla fascia tropicale africana, agevolate dai passaggi “zenitali” del sole fra l’equatore e il tropico del Cancro e dal prevalente regime anticiclonico in quota sulle latitudini tropicali (con notevoli “Subsidenze atmosferiche” che hanno enfatizzato ulteriormente la calura sulle aree continentali dell’Africa settentrionale), sopra le vaste distese desertiche del Sahara si è formata una enorme bolla di aria molto calda e estremamente secca, di tipo sub-tropicale continentale, che da diversi giorni staziona fra l’entroterra desertico della Libia sud-orientale e dell’Egitto, dove alla quota di 850 hpa si notano isoterme particolarmente elevate, prossime ai +30°C +32°C. Valori che evidenziano la presenza di una vera e propria “fornace” a sud del mar Mediterraneo, ancora influenzato dalle fresche e umide correnti oceaniche, dai quadranti occidentali, messe in moto dalle varie gocce fredde in transito sull’Europa centro-occidentale. La fresca circolazione, d’estrazione oceanica e sub-polare marittima, finora ha tenuto a bada, per nostra fortuna, le masse d’aria calde africane, già sistemate in assetto di guerra, con picchi di +30°C +32°C a 850 hpa a ridosso dei 30° 32° di latitudine nord (a ridosso del basso Mediterraneo).
Ovviamente non tutte queste ondate di calore che invaderanno il Mediterraneo riusciranno ad interessare l’Italia, ed in particolare le regioni meridionali e le isole maggiori che rimangono preferibilmente più esposte a dispetto delle regioni del nord, che risentiranno maggiormente dei transiti perturbati oceanici fra Europa occidentale e centrale. La traiettoria delle future ondate di calore che attraverseranno il Mediterraneo dipenderà dall’affondo e soprattutto dalla disposizione latitudinale dell’asse delle saccature oceaniche che penetreranno attorno il meridiano di Greenwich. Al momento, in base all’analisi delle anomalie bariche previste per Giugno, sembra maggiormente probabile che le ondate di calore in sviluppo sull’Africa settentrionale prediligano il bacino orientale del Mediterraneo, dirigendosi verso la Grecia, la Turchia ed il bacino del mar Nero, con imponenti richiami caldi e molto secchi provenienti dai deserti libici e egiziani, già duramente “arroventati”, in grado di generare eventi caldi davvero significativi. Con questa predisposizione solo le regioni meridionali e le isole maggiori potrebbero subire maggiori effetti, in termini di importanti aumenti termici, pur venendo solo sfiorate dalle avvezioni calde partorite sui deserti dell’Africa settentrionale. Insomma, per ora il caldo e l’estate possono pure aspettare. Ma non dovremo stupirci più di tanto se a Giugno, tutto di un colpo, il solleone africano torni con prepotenza a influenzare l’andamento meteo/climatico sulle nostre regioni, dando avvio a quella stagione estiva, più volte rimandata a data da destinarsi.
