Oltre a dispensare intense precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, sulle regioni centro-meridionali, la profonda circolazione depressionaria che dal nord-est dell’Algeria sta risalendo in direzione dell’alto Canale di Sicilia e del basso Tirreno darà origine anche a forti venti di burrasca che in giornata spazzeranno i Canali attorno le isole maggiori, il medio-basso settore tirrenico e lo Ionio. Ciò è da addebitare ad un notevole approfondimento della ciclogenesi, d’estrazione afro-mediterranea, una volta raggiunto il basso Tirreno, nel pomeriggio di oggi, quando il fulcro della depressione si andrà a localizzare sul basso Tirreno, con un minimo barico al suolo stimato sui 997-996 hpa (un valore piuttosto profondo per il mese di Maggio). Il rapido approfondimento della giovane ciclogenesi, sviluppatasi sottovento alla catena montuosa dell’Atlante Telliano, verrà incentivato da una importante avvezione di vorticità positiva, indotta dalla componente sud-occidentale del “getto” lungo il ramo ascendente della lunga saccatura che taglia l’Europa occidentale, che si intensificherà nel corso della mattinata odierna tra la Sardegna meridionale e la Sicilia occidentale. Quest’area di forte vorticità positiva in giornata tenderà ad evolversi verso nord-est, seguendo l’andamento del “getto” nell’alta troposfera, favorendo uno spostamento della ciclogenesi e dell’annesso sistema frontale (in fase di sviluppo nei bassi strati) dapprima verso il basso Tirreno, per poi allontanarsi entro la serata/notte successiva in direzione della Campania e del nord della Puglia, con un minimo barico che potrebbe scendere sotto i 994 hpa.
Da notare come l’esplosività della ciclogenesi verrà ulteriormente esacerbata anche dall’interazione fra le calde masse d’aria, di tipo sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico libico risaliranno verso lo Ionio e la Grecia, dove sarà attiva nei bassi strati una moderata ventilazione da S-SE e SE (settore pre-frontale), con l’aria molto più fresca ed umida, di matrice temperata oceanica, che dal nord Atlantico, dopo aver attraversato la Francia, comincerà a versarsi sul Mediterraneo centro-occidentale, riempiendo il bordo occidentale della circolazione ciclonica (settore post-frontale), dove si inserirà una intensa ventilazione dai quadranti nord-occidentali, pronta a piegare più dai quadranti occidentali al traverso del Canale di Sardegna, Canale di Sicilia, medio-basso Tirreno e in seguito pure sullo Ionio. La confluenza fra le differenti masse d’aria, quelle fresche oceaniche con quelle molto più calde sub-tropicali continentali dal nord-Africa, contribuirà ad inasprire l’instabilità “baroclina” su tutto il bacino centrale del Mediterraneo, rafforzando il suddetto vortice depressionario che in quota continuerà ad essere alimentato dal considerevole “forcing” per curvatura ciclonica che caratterizza il ramo ascendente della saccatura.
Durante il suo movimento sul basso Tirreno la depressione afro-mediterranea, continuando ad approfondirsi, determinerà un considerevole inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra le isole maggiori e l’Italia centro-meridionale, con isobare particolarmente strette fra il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, dove già dalla tarda mattinata cominceranno ad attivarsi intensi venti da NO e O-NO che raggiungeranno l’intensità di burrasca in mare aperto. Nel corso del pomeriggio fra le coste del cagliaritano, l’alta Tunisia, Pantelleria e le isole Pelagie, i venti da NO e O-NO tenderanno a crescere d’intensità, causa l’ulteriore incremento del “gradiente barico orizzontale”, divenendo forti, con raffiche di oltre i 60-70 km/h. Localmente in mare aperto, nel tratto compreso fra Capo Carbonara e l’isola di Pantelleria, le burrasche da NO e O-NO potrebbero essere davvero forti, con picchi di oltre gli 80-90 km/h. Ciò è dovuto al fatto che oltre al classico vento di “gradiente” si sommerà pure il cosiddetto vento “isallobarico”, generato da una rapida caduta di pressione.
La componente “isallobarica”, localmente, fra il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, riuscirà ad attivare delle burrasche di forte intensità, ma di breve durata, pronte ad estinguersi nel corso della serata. Sempre dalla serata, con lo spostamento del profondo minimo barico verso le coste campane, gli intensi venti da O-NO e Ovest cominceranno a propagarsi al basso Tirreno e al Canale di Sicilia, investendo in pieno la Sicilia e le coste della Calabria tirrenica, che in nottata verranno raggiunte da una intensa ventilazione occidentale, con una componente media da Ovest, leggermente più da O-SO sui litorali della Calabria tirrenica, e raffiche capaci di superare la soglia dei 60-70 km/h. Gli intensi venti dai quadranti occidentali continueranno ad investire il Canale di Sardegna, il medio-basso Tirreno, mentre sostenute correnti da SO e O-SO rimarranno attive fra lo Ionio, il Canale d’Otranto e il basso Adriatico per buona parte della giornata di domani, attenuandosi solo dal pomeriggio/sera successivo, quando la depressione si sarà spostata sui vicini Balcani.
Mari da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitato il Canale di Sardegna e di Sicilia
L’inserimento degli intensi venti dai quadranti occidentali causerà anche un conseguente aumento del moto ondoso su tutti i mari, ed in particolare fra il Canale di Sardegna, Canale di Sicilia e il medio-basso Tirreno, che entro la serata odierna passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5), con lo sviluppo di onde di “mare vivo” che raggiungeranno i 2.5–3.0 metri di altezza. Il tratto di mare tra il Canale di Sardegna e l’alto Canale di Sicilia potrà risultare molto agitato (forza 6) a largo, con onde alte anche più di 3.0-4.0 metri pronte a dirigersi verso il basso Tirreno. Fra il pomeriggio e la serata odierna delle mareggiate di debole intensità si abbatteranno lungo la costa trapanese e sui litorali della Calabria tirrenica e della Campania, dove arriveranno onde ben formate da Ovest e O-SO che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri. Il moto ondoso rimarrà piuttosto sostenuto per buona parte della giornata di domani, con il Canale di Sardegna e il basso Tirreno che continueranno a presentarsi molto mossi (forza 4), localmente agitati (forza 5). Le avverse condizioni meteo/marine renderanno molto difficoltosi i collegamenti marittimi con le isole minori. Solo da venerdì il moto ondoso andrà a scemare rapidamente su tutti i bacini, con una lenta ma graduale scaduta sul basso Tirreno e sullo Ionio.
