
Ha nevicato tantissimo lo scorso inverno sulle montagne dell’Hindu Kush, ma per la prima volta le frequenti valanghe ”non hanno causato neppure una vittima” sullo strategico Passo di Salang che collega il centro al nord dell’Afghanistan. Grazie anche al contributo dell’Italia. Con un ampio sorriso l’ingegner Muhammad Arif, responsabile del sistema stradale afghano nel ministero dei Lavori Pubblici, spiega che ”questo si deve al Centro nazionale per la previsione e la prevenzione delle valanghe costruito vicino al tunnel di Salang con il contributo dell’Italia. ”Negli anni scorsi – spiega Arif all’ANSA – dovevamo limitarci a recuperare i cadaveri sotto la neve perche’ eravamo incapaci di qualsiasi forma di previsione dei fenomeni meteorologici. Ma l’installazione da parte del Servizio Meteomont del Comando delle Truppe alpine dell’Esercito italiano di due stazioni meteo-nivologiche (previsione di nevi e valanghe) ha rivoluzionato la prospettiva, con il risultato che quest’anno non dobbiamo lamentare neppure una vittima”. La decisione di ”fare qualcosa” fu presa dal governo afghano dopo la tragedia che il 9 febbraio 2010 colpi’ il passo, che con i suoi 3.800 metri e’ uno dei piu’ alti del mondo. Quel giorno infatti 17 valanghe seppellirono decine di auto e autobus in transito, con un bilancio di almeno 160 morti. Da 25 anni impegnato in questo settore l’ing. Arif ricorda di ”aver compilato statistiche di decine di tragedie di montagna”. Ma ora, aggiunge, ”il Centro nazionale qui a Salang e’ equipaggiato con sistemi satellitari, radio e gps-gprs per la trasmissione di dati ad una sala operativa centrale per il monitoraggio diretto della situazione che e’ stato utilissimo lo scorso inverno”. Ghulam Ahmadi, un viaggiatore in trasferimento da Kabul alla provincia di Badakhshan, ha confermato all’ANSA che ”il cattivo stato della rete stradale e’ un problema grave, ma in fondo prende solo qualche ora del tuo tempo. Invece il passaggio in strade a rischio valanga senza che qualcuno ti avverta, ti puo’ costare la vita. Quindi – ha concluso – grazie a chi ha contribuito alla costruzione di questo Centro di prevenzione”. Va detto infine che la gestione delle stazioni, del Centro Valanghe e di eventuali attivita’ di soccorso avviene a cura di una quarantina di dipendenti civili del ministero dei Lavori Pubblici afghano addestrato in Italia dalle Truppe Alpine.