Dopo la nascita della tempesta tropicale “Andrea”, sul settore orientale del golfo del Messico, sul Pacifico occidentale è la depressione tropicale “Yagi” ad inaugurare, in via ufficiale, l’inizio della stagione dei tanto temuti tifoni, lungo le coste dell’Asia meridionale e orientale. Nelle ultime ore, sopra il caldo mar delle Filippine (la principale fabbrica di tifoni del pianeta), le cui temperature di superficie toccano i +29°C +30°C, nel tratto antistante le coste orientali dell’isola di Luzon, si è sviluppato un grosso “Cluster temporalesco” che si è ulteriormente approfondito nei medi e bassi strati, dispensando intense bande di piogge e temporali. Il sistema è alimentato da enormi quantità di calore latente fornite dalla calda superficie marina del mar delle Filippine, il quale rinvigorisce l’attività convettiva, sfornando di continuo enormi bande nuvolose cumuliformi, specie nell’area centrale, dove sono in atto temporali veramente forti che scaricano piogge di tipo torrenziale nel tratto di mare ad est di Luzon.

La forte attività convettiva e l’ulteriore intensificazioni delle precipitazioni nell’area centrale di “Yagi” sta contribuendo a rinforzare la circolazione depressionaria nei medi e bassi strati, intensificando il deflusso alle quote superiori. Difatti i cicloni tropicali sono caratterizzati nei bassi strati da un furioso flusso convergente, mentre in quota prevale un deflusso che spinge l’aria calda e umida, che salendo verso gli strati superiori si è sensibilmente raffreddata liberando una gran quantità di calore latente, dal centro alla periferia della circolazione ciclonica, determinando attorno ad essa considerevoli “Subsidenze atmosferiche” (forti correnti discendenti che rendono i cieli sereni o poco nuvolosi). Le forti precipitazioni attorno al nucleo depressionario stanno agevolando l’approfondimento del minimo barico centrale che favorirà un progressivo incremento dell’attività convettiva, grazie al risucchio di masse d’aria molto calde e umide dalla superficie oceanica, pronte ad ascendere verso l’alto, raffreddandosi e condensandosi in nuovi ammassi nuvolosi torreggianti. La formazione del minimo barico collauderà la circolazione ciclonica nei bassi strati, già ben evidenziata dalle ultime moviole satellitari che mostrano (nelle sequenze finali) la formazione delle prime bande nuvolose di tipo spiraliforme lungo il bordo sud-orientale e meridionale della circolazione depressionaria tropicale. Il “Wind Shear” debole alle quote superiori non dovrebbe creare dei grattacapi per l’ulteriore approfondimento della perturbazione, in piena fase giovanile.