Con i suoi 2,5 milioni kmq e una profondita’ massima di poco più di 5.000 metri, il Mediterraneo non è certo un gigante. Ma sebbene occupi solo lo 0,82% degli oceani mondiali, ospita il 7,5% di tutte le specie marine conosciute: 1.300 specie di alghe, 6.500 specie di invertebrati e 8.500 specie marine macroscopiche, inclusi squali, mobule, dieci specie di cetacei tra cui la balenottera comune, risorse fondamentali per la pesca come tonni, pesci spada, acciughe e naselli, e poi tartarughe marine, barriere coralline nelle acque profonde di Santa Maria di Leuca e nell’Egeo meridionale, e perfino la foca monaca, uno dei mammiferi piu’ rari al mondo. Ma questo delicato intreccio di biodiversita’, strettamente connesso ai valori della cultura e all’economia, e’ minato da attivita’ umane insidiose: dal traffico marittimo alle trivellazioni petrolifere, dall’inquinamento alla pesca eccessiva. Allo scopo di proteggere il nostro mare e sensibilizzare tutti i cittadini, salpa oggi dal molo Beverello di Napoli la campagna “Il mare deve vivere” di Wwf e Marina Militare, a bordo dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Militare che dal 1931 solca i mari di tutto il mondo e che festeggia i 35 anni dalla prima collaborazione con il Wwf. Nel 1978 ”Il mare deve vivere” raggiunse importanti risultati per il nostro mare: i divieti di caccia ai delfini e a tutti gli altri cetacei, di caccia agli uccelli marini, di pesca dello storione e delle tartarughe marine, di uso dell’autorespiratore nella pesca subacquea e delle reti per la pesca sportiva. Oggi si riparte e per tutta l’estate le navi scuola Vespucci e Palinuro, insieme agli esperti del Wwf, toccheranno i principali porti italiani (Civitavecchia, Napoli, Livorno, Taranto, Crotone, Trieste e Venezia) per svelare a visitatori e allievi delle scuole navali, le meraviglie del nostro mare, le minacce e le azioni necessarie per tutelarlo, garantendo un Mediterraneo di qualita’ oggi e per le generazioni future. Prossimo appuntamento, il 29 giugno al porto di Livorno con l’incontro tra la nave scuola e la barca a vela dei campi estivi Wwf. Sara’ poi la volta di Nave Palinuro in Adriatico, che salpera’ da Taranto il 29 luglio, portando la campagna nei porti di Crotone (2-4 agosto), Trieste (23-27 agosto), Venezia (29 agosto-2 settembre). Tra le attivita’ a bordo, lezioni interattive di biologia marina e fruizione sostenibile del mare, avvistamento cetacei in navigazione e, per tutti i visitatori, la mostra WWF sulle tartarughe marine. ”L’Amerigo Vespucci – dichiara il Capitano di Vascello Curzio Pacifici – nave simbolo della Marina, la piu’ bella del mondo, rappresenta la tradizione della nostra Forza Armata per il ruolo che riveste nella formazione, storicamente degli ufficiali e dei marinai e marinaie, e oggi, con questa iniziativa al fianco del Wwf, anche delle nuove generazioni al rispetto del mare e dell’ambiente. Azione concreta in cui la Marina Militare e’ impegnata nell’ambito delle sue funzioni a sostegno del Paese”. In 35 anni di azione “abbiamo ottenuto un sistema di aree marine protette, scongiurato il collasso del tonno rosso, sensibilizzato i cittadini a un consumo sostenibile di pesce e risorse ittiche – aggiunge Adriano Paolella, direttore generale del Wwf Italia – Ma le sfide aperte sono ancora tante, dalla pesca illegale, allo spettro delle trivelle, alla plastica che galleggia in superficie, che minacciano tanto la salute del mare quanto gli equilibri, anche sociali ed economici, che da essa dipendono. Solo con forti alleati, a tutti i livelli della societa’, potremo davvero ottenere un Mediterraneo di Qualità”. Il Mediterraneo e’ una delle vie d’acqua piu’ trafficate del mondo: passa da qui il 15% del traffico marittimo globale, con 300 porti e circa 220.000 navi di stazza superiore a 100 tonnellate in transito ogni anno, che sono tra le principali cause di mortalita’ dei cetacei per collisioni accidentali e scaricano un totale di circa 250.000 tonnellate di olio e analoghe sostanze inquinanti. Sul Mediterraneo incombono decine di trivellazioni petrolifere. Il 92% degli stock ittici e’ sovrasfruttato da metodi di pesca illegali o distruttivi. Tra Italia, Spagna e Francia galleggiano 500 tonnellate di plastica. Il cambiamento climatico ha favorito la sopravvivenza di 1300 specie esotiche invasive. Mentre lungo le coste, la popolazione dei 21 paesi rivieraschi e’ passata da 285 milioni nel 1970 a 427 milioni nel 2000 e procede verso i 524 milioni stimati entro il 2025, con tassi di urbanizzazione costiera che potranno incrementare dal 64,3% del 2000 al 72,4% nel 2025. Ogni anno 220 milioni di persone vanno in vacanza nel Mediterraneo. Meno dell’1% di questo mare e’ protetto. Per spiegare il valore del Mediterraneo e coinvolgere tutti i livelli della societa’ nella sua tutela, il Wwf ha stilato il Manifesto per un Mediterraneo di Qualita’: un Mediterraneo di Qualita’ ha acque senza rifiuti, navi “attente” che non colpiscono i cetacei, relitti tristi o affascinanti ma non velenosi; un Mediterraneo di Qualita’ ha aree marine protette che funzionano, una pesca sostenibile, coste rocciose, spiagge, scogli e falesie, e non una colata di cemento legale o abusivo; un Mediterraneo di Qualita’ ha turisti responsabili e non calca umana, biodiversita’ in espansione, rigogliosa, viva e vegeta, tartarughe libere di nuotare che non rischiano la vita per la pesca accidentale.