MeteoWeb»News Meteo»FENOMENI ESTREMI»Apocalisse-monsone in India: “tsunami” d’acqua nelle valli dell’Himalaya, 16.000 dispersi! Disastro senza precedenti
Apocalisse-monsone in India: “tsunami” d’acqua nelle valli dell’Himalaya, 16.000 dispersi! Disastro senza precedenti
Si temono migliaia di vittime per l’emergenza senza precedenti che sta affrontando l’India nel suo Stato settentrionale di Uttarakhand dove l’arrivo da record del monsone ha provocato morte e distruzione fra la popolazione locale e fra le decine di migliaia di partecipanti al Char Dam Yatra, il pellegrinaggio annuale alle sorgenti del Gange. Il dramma si e’ materializzato tra 16 e 19 giugno per lo straripamento di fiumi e l’allagamento di vaste porzioni di territorio nell’estremo nord indiano. Ma solo col trascorrere delle ore l’autentico risultato di un vero e proprio tsunami causato dal monsone e’ emerso ed ha mobilitato le autorita’. Troppo tardi pero’, perche’ il peggio era gia’ accaduto. E soprattutto era accaduto in una zona di quasi 100.000 chilometri quadrati, vasta come un terzo dell’Italia, e dove la rete stradale e le comunicazioni telefoniche sono praticamente assenti o sono state annientate dagli effetti del maltempo. Si tratta di un perimetro aspro e inospitale che comprende fra l’altro le citta’ sante del pellegrinaggio: Badrinath, Kedarnath, Gangotri e Yamnotri. In un’intervista oggi all’emittente Cnn-Ibn, il ‘chief minister’ (governatore) dell’Uttarakhand, Vijay Bahuguna, ha ammesso che ”vi sono stati ritardi nei soccorsi” e che ”il governo centrale non si e’ mostrato all’altezza dell’emergenza”. Anche se e’ vero, ha sottolineato, che ”si tratta di un disastro mai avvenuto nella storia dell’Himalaya”. Finora, ha poi indicato, ”abbiamo contato 556 cadaveri, ma temo che le vittime possano essere molte, molte di piu’. Forse migliaia”. Da giorni le tv ‘all news’ mostrano immagini di gente disperata accampata alla bene e meglio, o che chiede notizie di persone care; e poi riprese aeree di incredibili distruzioni, frutto di fiumi cresciuti a dismisura che hanno risucchiato con irruenza tutto quello che hanno incontrato: persone, bestiame costruzioni e infrastrutture. Il ministro dell’Interno, Sushilkumar Shinde, si e’ mostrato a New Delhi cauto nel fornire un bilancio delle vittime, spiegando che ”una cifra esatta potra’ essere elaborata solo quando le acque si saranno ritirate”. Ma ha confermato che i soccorritori hanno messo al sicuro 36.000 persone, mentre altre 50.000, bloccate, attendono con ansia di mettere fine all’incubo. Quello che ha fatto rizzare i capelli ai soccorritori e al governo e’ la lista di ben 16.000 persone che al momento risultano scomparse per ammissione di amici e parenti, e che costituiscono la base per costruire il futuro bilancio definitivo di questa catastrofe. Il governo ha stanziato in una riunione di emergenza dieci miliardi di rupie (126 milioni di euro), ma di fronte allo sforzo gigantesco in corso il premier Manmohan Singh ha pubblicato un appello su tutti i giornali in cui ha chiesto alla popolazione indiana di ”contribuire generosamente” al Fondo nazionale di aiuti costituito per questa tragedia. E si e’ associata immediatamente Sonia Gandhi, presidente del Partito del Congresso, che ha chiesto a tutti i suoi parlamentari nazionali e dei diversi Stati di versare al Fondo un mese del loro stipendio.