Sono migliaia i bambini e le loro famiglie, rimasti bloccati nelle aree devastate dall’arrivo delle piogge monsoniche abbattutesi nello stato indiano dell’Uttarakhand, che hanno bisogno di assistenza umanitaria prima dell’ulteriore peggioramento delle condizioni metereologiche previsto nella zona. Lo denuncia un comunicato di Save the children, secondo il quale dall’inizio dell’emergenza, oltre 150mila persone, meta’ delle quali bambini, hanno dovuto abbandonare le proprie case a causa delle alluvioni. “Ci sono bambini che stanno morendo perche’ non vengono visitati da un medico”, ha riferito Latha Caleb, direttore di Save the Children in India, dove “dozzine di villaggi sono stati spazzati via dalle acque”, insieme a tutto cio’ che i bambini, le donne incinte e gli anziani sopravvissuti, possedevano. Le prossime ore sono cruciali, si legge nel comunicato dell’associazione, che nel villaggio di Karadhi ha soccorso 500 famiglie dopo che le loro case sono state spazzate via dall’alluvione. L’organizzazione, inoltre, ha sottolineato che il numero delle vittime potrebbe aumentare notevolmente man mano che si riuscira’ ad accedere alle aree piu’ colpite. In considerazione dell’arrivo di ulteriori piogge torrenziali, conclude Save the Children impegnata al momento nella distribuzione di zanzariere, secchi e coperte, “occorrono immediatamente cibo, acqua potabile, coperte, medicinali, vestiti e ripari adeguati”.
Catastrofe-monsone in India, 150.000 persone sono rimaste senza casa e cibo
