Catastrofe-monsone in India, corsa contro il tempo: in arrivo altre piogge torrenziali

Sono circa 30.000 le persone ancora bloccate oggi nello Stato settentrionale indiano di Uttarakhand dopo lo tsunami seguito all’arrivo del monsone che ha causato straripamenti di fiumi, inondazioni, valanghe e crolli generalizzati. Le autorita’ si sono date 48 ore di tempo per portare a termine le operazioni di soccorso, prima cioe’ dell’arrivo di una nuova perturbazione che potrebbe danneggiare in particolare l’evacuazione via terra dai luoghi piu’ isolati che sta avvenendo con l’ausilio dell’esercito con l’utilizzazione di scale e corde. Per quanto riguarda il bilancio ufficiale delle vittime, si continua a mantenere la cifra fornita ieri (565) ma tutti sanno che essa non tiene conto dei numerosissimi cadaveri che nessuno ha ancora prelevato in molte zone, e ad esempio vicino al tempio di Kedarnath, uno degli obiettivi del pellegrinaggio (Char Dam Yatra) che era in corso quando si sono scatenati gli elementi. Soccorritori civili, militari e paramilitari della Polizia di frontiera indo-tibetana (Itbp) hanno portato a termine negli ultimi giorni, con l’appoggio di decine di elicotteri e alcuni C-130, il salvataggio di almeno 60.000 persone, e sono ora impegnate a raggiungere le 30.000 ancora bloccate soprattutto nelle regioni di Kedarnath e Badrinath.