Clima, i ghiacciai dell’Everest si sono ridotti del 17% in mezzo secolo

I ghiacciai dell’Everest e della regione himalayana circostante sono diminuiti del 17% e il limite delle nevicate è salito di 180 metri in cinquant`anni. E` questa la sconcertante situazione di quella regione – indicata anche come il “terzo polo” – come risulta da un recente studio del glaciologo nepalese Sudeep Thakuri, supportato da Università di Milano, Cnr, Evk2Cnr e Ipcc. Ciò che preoccupa maggiormente – riporta oggi il sito montagna.org – è il futuro delle riserve d`acqua del continente asiatico, problema su cui si concentrerà in futuro questa ricerca: la tendenza generale della temperatura e le precipitazioni dell`ultimo ventennio non lasciano infatti molto spazio all’ottimismo. La ricerca riguarda i cambiamenti glaciali sull`Everest e nell`area circostante del Sagarmatha National Park, ampia circa 1148 chilometri quadrati.

I ricercatori hanno studiato immagini satellitari, mappe topografiche e studi storici sui ghiacciai della zona. “L`analisi statistica conferma che la velocità di ritiro dei ghiacciai sta aumentando”, ha dichiarato Takhuri. Una delle ipotesi di ricerca è che il declino dei ghiacciai in questa regione dipenda dai gas serra prodotti dalle attività antropiche che alterano il clima. Secondo lo studio, sarebbero i ghiacciai più piccoli – quelli con la superficie inferiore al chilometro quadrato – a scomparire più in fretta: dal 1960, risultano diminuiti addirittura del 43%. In questi 50 anni, la superficie che i ghiacciai hanno lasciato a rocce e detriti è aumentata del 17%.

In termini di metri, le lingue glaciali risultano ritirate di 400 metri. “Misurazioni di vario tipo indicano che i bilanci di massa dei ghiacciai himalayani sono stati negativi negli ultimi cinquant`anni – conferma Claudio Smiraglia, glaciologo di fama mondiale -, con un`accelerazione della fusione all`incirca dopo il 1995, ma con una variabilità spazio-temporale molto elevata. Ne emerge un quadro complessivo di regresso del glacialismo, almeno per l`Himalaya in senso stretto, anche se la sua entità appare lievemente meno intensa rispetto a quella delle Alpi. Tutti i parametri monitorati, infatti, pur nelle incertezze dei confronti di metodologie diverse, di periodi diversi, di campioni diversi, registrano valori negativi”.