L’Emisfero Nord negli ultimi tempi ha vissuto un’ondata di fenomeni meteo estremi. Nel 2012 ci sono state ondate di caldo distruttive negli USA e nell’Europa meridionale, accompagnate da allagamenti in Cina, e moltissimi sono i casi che possono essere ricordati: gli scienziati tedeschi Vladimir Petoukhov, professore di analisi del sistema terrestre, e Stefan Rahmstorf, professore di fisica, entrambi ricercatori al Potsdam Institute for Climate Impact Research, credono di avere individuato la causa comune nascosta dietro tutti questi eventi singoli.
Ogniqualvolta questi eventi hanno avuto luogo, si è sviluppata una successione di onde nell’atmosfera, circondando il globo. Queste cosiddette onde planetarie, sono del tutto normali e parte del flusso atmosferico. Quello che non è normale è che le onde non si muovano, rimanendo bloccate e amplificate durante gli eventi estremi.
“Abbiamo realizzato che tutto ciò è dovuto al fenomeno della risonanza. Quando si verificano particolati condizioni, l’atmosfera può echeggiare come una campana. I pattern del vento formano una successione di onde regolari che circolano sul globo. E’ quello che abbiamo suggerito in uno studio pubblicato assieme ai nostri colleghi del Potsdam Institute.“
Le onde planetarie

Cosa ha a che fare tutto ciò col cambiamento climatico?
Il cambiamento climatico causato dalle emissioni di gas serra di combustibili fossili, non determina un effetto uniforme di riscaldamento. Nell’Artico, il riscaldamento è amplificato dalla diminuzione di neve e ghiaccio e ciò riduce la differenza di temperatura tra l’Artico e, ad esempio, l’Europa. Eppure le differenze di temperatura sono direttrici del flusso dell’aria, influenzando a loro volta le onde planetarie. Inoltre, i continenti generalmente si scaldano e raffreddano più velocemente degli oceani.
“Questi due fattori sono cruciali nel meccanismo suddetto. La temperatura superficiale irregolare interferisce col flusso d’aria. Questa analisi è basata su equazioni sviluppate dal nostro team di scienziati, e illustrano matematicamente i movimenti delle onde nell’atmosfera extra-tropicale. Le conclusioni tratte dalle equazioni sono state provate utilizzando documentazione standard di meteo giornaliero del National Centers for Environmental Prediction (NCEP) statunitense.”
Questa analisi aiuta a spiegare l’incremento di eventi atmosferici estremi senza precedenti.
Eppure, non è così semplice. Il processo fisico suggerito aumenta la possibilità di eventi estremi, ma ulteriori fattori certamente giocano un ruolo, come la naturale variabilità. Inoltre, il periodo di studio di 32 anni può fornire una buona indicazione del meccanismo ma è ancora troppo breve per giungere a conclusioni definitive.
