
Sul settore sud-occidentale le anomalie termiche positive registrate presentano scarti di ben +8°C +10°C rispetto alle medie del periodo. Una vera enormità. In molte località costiere groenlandesi le temperature massime si avvicinano alla soglia dei +22°C +23°C all’ombra. Per più di sei giorni consecutivi, a Sondre Stronfjord, nella Groenlandia centro-orientale, si sono archiviate temperature massime sopra i +18°C, con picchi prossimi ai +19°C. Ma il forte aumento termico è già in atto pure nel Plateau interno della Groenlandia, investito dal soffio delle miti correnti meridionali, provenienti dalle medio-basse latitudini oceaniche. Basta osservare l’andamento termico di alcune stazioni sinottiche, ubicate nel cuore del Plateau groenlandese, per capire la reale portata di questa intensa avvezione calda. Ai 2400 metri di Saddle, per esempio, la temperature si è drasticamente avvicinata allo zero termico, con un autentico sobbalzo termico. Anche ai 3200 metri della celebre stazione di Summit, centrata nella parte centrale del Plateau in uno dei punti più alti e centrali dell’isola di ghiaccio, si è segnata un incredibile massima di -1.4°C. In altre stazioni del Plateau l’intensa ventilazione meridionale, dopo aver frantumato lo strato d’inversione, ha fatto schizzare le temperature fino ad oltre i +0°C +1°C, ad oltre 1900-2000 metri sopra il livello del mare.
Nelle isole artiche di Vrangel, Stolb e Ajon, il manto nevoso è letteralmente sparito con grande anticipo (probabilmente il più prematuro della storia recente). Fusione della neve completa anche a Varandey, sulla costa artica russa, e anche nella freddissima Mys Shmidta, con largo anticipo (spesso qui gli ultimi mucchi di neve si sciolgono in Luglio), dopo le massime di oltre i +20°C registrate nei giorni scorsi. Solo a Mys Uelen, nevosissimo capo (Mys in russo significa capo “geografico”) che si avvicina alla costa dell’Alaska, ancora riesce a resistere un piccolo strato di neve vecchia, destinato pian piano a scomparire nei prossimi giorni. Su queste sempre più intense ondate di calore dirette verso la regione artica un ruolo significativo è garantito dalle anomalie termiche delle acque superficiali oceaniche. Da tempo, le acque superficiali più calde dell’Atlantico occidentale, che si contrappongono alle forti anomalie negative persistenti da mesi sul comparto più orientale (prossimo all’Europa), fra Isole Britanniche e coste marocchine, oltre ad incidere sull’andamento della “getto polare” in uscita dal continente nord-americano, supportando la genesi di importanti “forcing” nell’alta troposfera che stimolano lo sviluppo di ampie ondulazioni anticicloniche che depongono a favore di spinte meridiane dell’anticiclone delle Azzorre verso il sud della Groenlandia o persino i territori dell’Artico norvegese. Tali espansioni meridiane del promontorio anticiclonico oceanico, spanciato con il proprio baricentro principale in pieno Atlantico, contribuiscono a potenziare le avvezioni calde dirette verso le alte latitudini, spingendo verso nord masse d’aria sempre più calde che non vengono sufficientemente raffreddate dalle acque oceaniche. Il risultato è stato il rapido aumento termico che ha comportato la realizzazione di queste anomalie termiche positive che stanno interessando la Groenlandia, cosi come il resto delle aree dell’Artico canadese e norvegese.
