I cinesi vivono più di tutti e hanno la più buona salute del pianeta

cinesiSono i cinesi a battere gli altri Paesi del gruppo G20 per la quanto riguarda la maggior quota di anni di vita in buona salute. Il Paese asiatico ha fatto passi da gigante in molti settori: nel 2010 ha fatto registrare il minor numero di anni di vita persi per problemi legati alla disabilita’. Nel corso degli ultimi decenni, inoltre, si e’ abbassato il dato delle morti premature per malattie infettive. Ma ci sono ancora delle sfide da affrontare su molte patologie oggi ancora diffuse: l’ictus, le cardiopatie ischemiche, il diabete e alcuni tipi di tumori. Malattie che conservano ancora forti tassi d’incidenza e spesso sono legate a ‘cattivi’ stili di vita, come ad esempio la forte abitudine al fumo. A fotografare la situazione e’ la ricerca, pubblicata su ‘The Lancet’, della Peking Union Medical College e del Chinese Center for Disease Control and Prevention di Pechino. L’indagine fa parte di uno studio piu’ ampio dell’Institute of health metrics and evaluation’s (Ihme), ed e’ un lavoro sistematico frutto della collaborazione di scienziati internazionali per comparare a livello globale la qualita’ e rischi per la salute nei paesi piu’ industrializzati, il gruppo G20 appunto. L’eta’ media in Cina e’ poco superiore ai 76 anni, in linea con le altre nazioni, ma piu’ bassa rispetto al Giappone, dove si attesta sopra agli 82 anni. “La velocita’ cui si e’ abbassato il numero di morti premature derivanti da malattie infettive in Cina, nel corso degli ultimi due decenni, potrebbe fornire un modello per altri Paesi in via di sviluppo – affermano i ricercatori – ma ci sono ancora nodi da risolvere tra cui l’aumento dei tassi d’infezione da Hiv, la malnutrizione infantile in alcune province povere del Paese, dove il peso delle malattie trasmissibili – concludono – e’ ancora elevato”.