Il flusso dell’umido “Monsone di SO” ha raggiunto anche gli stati settentrionali dell’India, con largo anticipo rispetto alla regolare tabella di marcia, con le prime piogge e i primi forti rovesci che hanno innaffiato per bene pure la capitale New Delhi, dove nella giornata di domenica 16 Giugno 2013 una serie di forti rovesci ha prodotto diversi allagamenti, portando sollievo alla calura opprimente dei giorni scorsi. In totale su New Delhi sono caduti oltre 45 mm in poche ore, anche se in altri quartieri dell’immensa capitale indiana gli accumuli supererebbero la soglia dei 50 mm. Di solito le piogge arrivano a fine Giugno nella capitale indiana. E’ la prima volta da mezzo secolo che il monsone estivo, che dura circa tre mesi, non era così precoce. In media il Monsone estivo copre l’intero Paese verso la metà di Luglio e Agosto. Il suo arrivo anticipato aumenta le aspettative di una crescita della produzione agricola, che contribuisce al 16% del Pil indiano (con il 50% della forza lavoro e anche di un contenimento dei prezzi alimentari). Secondo gli economisti, avrà un effetto positivo sulla ripresa economica nel 2014, anno elettorale per l’attuale governo guidato dal partito pro-poveri del Congresso. Piogge molto intense hanno colpito pure lo stato di Uttarakhand, situato ai piedi dell’Himalaya, causando vasti allagamenti e smottamenti che hanno provocato la morte di almeno 14 persone.
Inoltre, in questi ultimi giorni, il flusso dell’umido “Monsone di SO” proveniente dal mar Arabico, muovendosi verso l’India settentrionale è andato ad interagire con una modesta saccatura in quota propagata da una circolazione depressionaria extratropicale rimasta intrappolata nel sud-est del Kazakistan, con un minimo barico centrato poco a sud dell’area del lago Balhas (a nord della catena montuosa del Tien Shan). L’affondo di questa saccatura fin verso l’India occidentale ha determinato un temporaneo rinforzo dell’umido flusso sud-occidentale, a tutte le quote, che si è spinto fino al versante meridionale della catena montuosa dell’Himalaya, causando persistenti precipitazioni, ulteriormente esaltate dal considerevole “forcing” orografico imposto da questi rilievi insormontabili. Ciò spiega perché le precipitazioni più rilevanti hanno interessato gli stati dell’India settentrionale e l’area di New Delhi. L’influenza di questa depressione extratropicale sulla circolazione monsonica, in fase di evoluzione a semplice “CUT-OFF” in alta quota, dovrebbe cominciare a dirimersi già a partire dalla giornata odierna, quando la stessa si sposterà verso l’est del Kazakistan ed il nord dell’arida regione cinese della Zungaria (copre la gran parte dello stato dello Xinjiang), andandosi progressivamente a colmare nel corso della giornata di domani.
Ma il “Monsone di SO” continuerà a rimanere piuttosto attivo in quasi tutti gli stati indiani e su quelli che si affacciano sol golfo del Bengala. Nei prossimi giorni gli umidissimi “getti somali”, che sono divenuti persino burrascosi nel tratto di mare antistante le coste del Puntland, dopo aver attraversato il mar Arabico, arriveranno sulle coste occidentali indiane, addossando al versante occidentale dei rilievi del Ghati una compatta nuvolosità cumuliforme che darà luogo a fitte piogge, rovesci e temporali, a tratti anche di forte intensità, ed ulteriormente enfatizzati dal notevole “forcing” orografico che queste montagne riescono ad esercitare agli umidi venti da SO e O-SO. Finora le piogge più consistenti si sono registrate lungo le coste dello stato del Kelara e nel Mysore, dove si fa più forte l’effetto “stau” (sbarramento orografico) esercitato dai monti del Ghati occidentali agli umidi e moderati venti da SO e O-SO provenienti dal mare Arabico. Piogge importanti stanno interessando pure il Maharashtra, gli stati dell’India centrale e quelli che si affacciano sul golfo del Bengala.
Le piogge più forti colpiranno gli stati dell’India occidentale, tra Kelara, Mysore e Maharashtra, e nord-orientale, in particolar modo l’Assam, nelle aree sottostanti al versante meridionale dell’Himalaya. Proprio qui le umide correnti meridionali che salgono dal golfo del Bengala vengono bloccate dall’insormontabile catena montuosa e costrette a salire verso l’alto, raffreddandosi sensibilmente e favorendo la formazione di compatti ammassi nuvolosi cumuliformi, capaci di arrecare piogge torrenziali che possono persistere per interi giorni, accrescendo il rischio di violente inondazioni e smottamenti in tutto il settore meridionale himalayano e nelle vallate sottostanti. In alcune aree le piogge cadranno in modo costante fino ai primi giorni di Settembre, con acquazzoni e forti rovesci, a tratti anche a carattere temporaleschi. L’enorme valanga d’acqua che si appresta a cadere sul versante meridionale dell’Himalaya ingrosserà i vari fiumi e corsi d’acqua che scendono da questa importante catena montuosa, facendoli straripare nelle sottostanti pianure alluvionali che ricoprono buona parte del territorio dell’Assam e del Bangladesh. Quando questi fiumi straripano possono causare gravi inondazioni, in grado di sommergere decine di città e villaggi, prima di riversarsi con il loro carico di detriti lungo le ampie foci che si aprono sul golfo del Bengala, dove verranno depositate tonnellate di materiale sabbioso e sedimenti.