Un complotto, un rapimento degli ufo, qualche bicchierino di vodka di troppo o addirittura un attacco di panico: sulla misteriosa morte di Yuri Gagarin, precipitato con un Mig il 27 marzo 1968 a 90 chilometri da Mosca, e’ stato detto di tutto. Ma ora una nuova testimonianza promette di far luce sugli ultimi minuti di vita del mitico cosmonauta russo: Gagarin, il primo uomo nello spazio, potrebbe essere morto per via di un caccia che sfioro’ il suo aereo, mandandolo in stallo e provocandone la caduta. A rompere il silenzio e’ il compagno Aleksey Leonov, famoso per la ‘passeggiata’ nello spazio effettuata nel 1965 e che aveva gia’ fatto parte del comitato istituito per indagare sull’incidente. Secondo Leonov, un caccia, non autorizzato, si avvicino’ troppo al velivolo di Gagarin, mandandolo in ‘spin’, ovvero in un vortice che raggiunse i 750 chilometri all’ora, e causandone lo schianto a terra. 
La verità sulla morte di Yuri Gagarin: la testimonianza del compagno Aleksey Leonov
Jurij Gagarin