Maltempo, il governo riconosce lo “stato di crisi” per l’agricoltura del nord

agricoltura campo allagatoIl presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberto Formigoni, ha ottenuto “l’impegno del Governo a riconoscere lo stato di crisi per l’agricoltura delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige in seguito alle alluvioni ed esondazioni del mese di maggio, e a stanziare risorse per venire incontro ai gravissimi anni subito dagli agricoltori”. Danni che, secondo una stima di Coldiretti, parlano di una perdita fra il 20 e il 30 per cento del raccolto del comparto ortofrutticolo e del 50 per cento del foraggio che garantisce il prodotto alle stalle.

“Siamo soddisfatti per l’approvazione, da parte della Giunta Regionale, della delibera con cui viene dichiarato lo stato di crisi per il comparto agricolo nella nostra regione a causa del perdurante maltempo e delle basse temperature che hanno caratterizzato gli ultimi cinque mesi”. Così il Presidente della Copagri Lombardia, Roberto Cavaliere, a seguito della delibera con cui viene dichiarato lo stato di crisi per l’agricoltura lombarda. Cavaliere ha poi voluto ringraziare l’assessore all’Agricoltura Giovanni Fava, il presidente della Commissione Agricoltura Alessandro Fermi e l’intera amministrazione che hanno dato seguito alle richieste delle organizzazioni professionali di categoria espresse in audizione presso la Commissione Agricoltura, lo scorso 5 giugno durante la quale sono stati segnalati gli ingenti danni a colture e strutture. “Auspichiamo ora delle risposte concrete e pertanto delle misure urgenti, che vadano nella direzione con quanto da noi espresso in audizione, a sostegno delle aziende agricole delle zone colpite dalle abbondanti precipitazioni”, ha concluso Cavaliere. I dati relativi all’andamento pluviometrico in Lombardia elaborati In base ai dati raccolti dall’Istituto di Geofisica e di Bioclimatologia Sperimentale del Garda, da gennaio 2013 a maggio 2013 sono caduti tanti millimetri di acqua quanta ne cade solitamente nell’arco di quasi un intero anno con picchi abbondantemente elevati da marzo a maggio, periodo in cui l’attività agricola è particolarmente attiva. Quanto alle colture, per il Mais si può stimare una perdita tra il 30% e il 50% del prodotto, mentre per fieno, cereali, vigneti e apicoltura le perdite sono intorno al 40%.