Nuovi vulcani scoperti in Alaska: erano avvolti da foreste lussureggianti

Per decenni in Alaska decine di vulcani e ignoti flussi di lava sono sfuggiti al controllo degli scienziati, avvolti com’erano da vaste foreste lussureggianti. Soltanto negli ultimi tre anni, nel sud-est del paese, grazie al lavoro dei geologi dell’USGS e del Servizio Forestale degli Stati uniti, sono stati identificati 12 nuovi coni vulcanici e 25 bocche vulcaniche sparse su isole e fiordi. La maggior parte di essi sono minuscoli rispetto agli stratovulcani che si trovano procedendo verso Ovest (isole Aleutine) e secondo i ricercatori rappresenterebbero una classe a parte. Una firma chimica ritrovata nella lava li collega, tuttavia, ad un massiccio campo vulcanico presente in Canada, aprendo una finestra nella storia dell’ultimo milione di anni.

Il progetto, partito nel 2009 come parte di uno sforzo interdisciplinare per comprendere meglio il vulcanismo del sud-est dell’Alaska, prevede di verificare se realmente le due aree fossero legate, in quello che è stato definito come una sorta di test geologico genetico. Ciò che non quadra è la loro chimica sostanzialmente diversa che invoglia i ricercatori a rintracciare nuovi tipi di roccia nei remoti e selvaggi luoghi di questa parte di mondo, armati di pazienza e facendo uso delle moderne tecniche a propria disposizione. Le ultime analisi hanno suggerito che il magma di entrambe le regioni proverrebbe da una fonte comune. L’ultima scoperta, intanto, è un vulcano sottomarino nel canale di Behm, costellato da coni di cenere sia sopra che sotto il livello del mare.