
L’asma bronchiale, sottostimata malattia cronica delle vie aeree, è una patologia in crescita che colpisce oltre 3,5 milioni di italiani. E la cifra è destinata a salire: nei prossimi 20 anni, si stima che a livello mondiale ne soffriranno 350 milioni di persone. Se ne è parlato oggi durante una conferenza stampa a Milano, nella quale sono stati sottolineati i vantaggi della nuova combinazione fissa fluticasone/formoterolo, che potra’ contribuire a migliorare la gestione della malattia e l’aderenza alle cure. Se ne dicono convinti i ricercatori intervenuti alla conferenza, Stefano Centanni, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Universita’ degli Studi di Milano, Direttore UOC Pneumologia, Ospedale San Paolo (MI); Bruno Franco Novelletto, Area Pneumologica SIMG e Vice Presidente SIMG Veneto; e Alberto Papi, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Direttore Clinica Pneumologica all’Universita’ degli Studi di Ferrara. “Nonostante l’asma sia ormai una patologia ben nota, siamo ancora lontani da una sua gestione ottimale“. Per rispondere ai bisogni di clinici e pazienti, oggi c’à un’arma in più, indicata per la terapia di mantenimento di adulti e adolescenti sopra i 12 anni. Da pochi giorni è disponibile anche in Italia l’innovativa associazione fluticasone/formoterolo, che unisce per la prima volta uno dei piu’ potenti corticosteroidi al broncodilatatore con la piu’ rapida insorgenza d’azione, in un aerosol dotato di conta-dosi. In base ai dati della ricerca, su 1.014 asmatici italiani, tra i 18 e i 50 anni, in Italia oltre 8 su 10 non risultano controllati e 3 su 5 non assumono con regolarita’ la terapia di mantenimento. Succede cosi’ che la malattia si aggravi: nell’ultimo anno, 3 pazienti su 10 si sono dovuti recare in Pronto Soccorso e il 16% e’ stato ricoverato. “E questo – secondo Centanni – dimostra che nonostante abbiamo ottimi farmaci, il controllo dell’asma e’ un obiettivo ancora lontano da raggiungere per la scarsa aderenza che i pazienti hanno alle terapie“. Tra le diverse figure sanitarie cui si rivolge il malato, la survey evidenzia che il medico di famiglia e’ il primo riferimento per il 60% del campione, seguito dallo specialista in malattie respiratorie (35%). “Non e’ facile far capire al paziente con asma diagnosticata che la patologia si basa su uno stato infiammatorio delle vie aeree e sul broncospasmo, che necessitano quindi di un trattamento di base cortisonico, protratto nel tempo e continuativo, e broncodilatatorio“, esordisce Bruno Franco Novelletto. “La realta’ ci dice che, dopo un primo periodo di aderenza alla terapia proposta, molti pazienti attuano un self-treatment al bisogno. Molta attenzione e’ rivolta dall’asmatico alla sicurezza dei farmaci che deve assumere, all’assenza di effetti collaterali e a una pronta risposta per la risoluzione dei sintomi“. Veloce effetto broncodilatatorio (1-3 minuti), efficacia e buon profilo di tollerabilita’ sono alcuni dei vantaggi che puo’ offrire la nuova combinazione. Lo confermano 18 studi clinici condotti su 5.000 asmatici, di cui 2.500 trattati con il nuovo farmaco, dimostratosi efficace e sicuro quanto budesonide/formoterolo e fluticasone/salmeterolo, ma piu’ rapido di quest’ultimo nell’azione broncodilatatoria. “In prospettiva – osserva Alberto Papi – la presenza del formoterolo come broncodilatore a rapida insorgenza d’azione rende questa combinazione disponibile per uno sviluppo con strategie che prevedano l’uso della stessa associazione come farmaco di mantenimento e anche al bisogno, con lo stesso inalatore“.