Un buon pasto influenza molto più che il nostro umore, può anche incidere sulla nostra propensione a correre rischi.
Questo fenomeno sembra accomunare varie specie del regno animale. Esperimenti condotti da scienziati dell’Istituto di Neurobiologia Max Planck in Germania sul moscerino della frutta, hanno mostrato che la fame non solo modifica il comportamento ma altera le connessioni tra neuroni.

Il moscerino della frutta modifica il suo comportamento in relazione al suo stato nutrizionale. Gli scienziati neurobiologi tedeschi hanno scoperto quanto il loro cervello sia in costante conflitto sulla scelta tra sostanze pericolose e potenziali risorse di cibo. In vari esperimenti è emerso che gli esemplari affamati, dinanzi alla prospettiva di cibo, sono molto più propensi a correre rischi rispetto a quelli sazi. Ma come fa il cervello a decidere tra le varie opzioni?
E’ stato quando gli scienziati hanno temporaneamente inibito i neuroni relativi alle associazioni mnemoniche, che i moscerini affamati non hanno più mostrato alcun interesse per gli alimenti più rischiosi, come gli altri esemplari sazi.
Il risultato mostra che il comportamento dipende da due circuiti neurali paralleli, in relazione a quanto l’animale è sazio. “Se il moscerino è affamato, non utilizzerà la ‘linea diretta’ ma utilizzerà i centri cerebrali per calibrare i segnali interni ed esterni e raggiungere una decisione equilibrata,” spiega Ilona Grunwald-Kado, a capo dello studio, “è affascinante osservare quanto i processi metabolici e la fame condizionano i processi cerebrali nel cervello.“