Anche sui paesi dell’Africa sub-sahariana, cosi come in India, si avvicina la tanto attesa stagione delle piogge “zenitali”, che caratterizza i mesi estivi lungo le latitudini tropicali. Per le popolazioni dell’Africa sub-sahariana, che vivono solo di agricoltura e pastorizia, questa è una ottima notizia. Spesso in questi paesi cosi poveri una mancata stagione delle piogge può costare veramente caro alla gente, provocando gravissime carestie che vanno ad alimentare i conflitti tribali ed etnici che sovente insaguinano queste terre (facendo il gioco delle organizzazioni integraliste islamiche che ormai hanno spostato le loro mire espansionistiche verso il Maghreb) nella totale indifferenza della comunità internazionale. Quest’anno però, differentemente dall’anno scorso, le piogge e i primi temporali ritarderanno ancora per qualche settimana, a causa del mancato avanzamento verso nord, in modo omogeneo, del “fronte di convergenza intertropicale” lungo tutto il fronte africano. Finora l’ITCZ si è mosso a scatti tra Africa orientale e Africa occidentale, presentando degli spostamenti locali verso nord, seguiti da graduali arretramenti, specie fra il Niger meridionale e il nord-est della Nigeria, dove nell’ultimo periodo una maggior intrusione dei secchi e caldi venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sulla vasta regione del Sahara), oltre a spingere il “fronte intertropicale” a sud, ha contribuito ad inibire l’attività convettiva e le precipitazioni ad essa associate.

Molto spesso i forti temporali che nelle ore pomeridiane e serali si formano sopra le immense distese semi-desertiche del Sahel e poco a nord dell’area del golfo di Guinea vengono innescati dalla formazione di locali linee di convergenza fra gli umidi e più freschi venti da SO e S-SO (massa d’aria d’estrazione marittima), collegati al “Monsone di Guinea”, e i più caldi e secchi di “Harmattan”, provenienti da E-NE ed Est (massa d’aria di tipo tropicale continentale). Lo scontro fra le differenti ventilazioni contrapposte fra loro, unito all’intenso riscaldamento diurno delle vaste aree continentali dell’Africa centro-settentrionale, favorisce lo scoppio, a volte improvviso e violento, di forti moti convettivi che spingono rapidamente l’aria calda presente nei bassi strati fino ai limiti superiori della troposfera, raffreddandola velocemente e creando imponenti nubi cumuliformi che raggiungono altezze davvero considerevoli, anche al di sopra dei 15-16 km. Entro la prossima settimana le piogge “zenitali” dovrebbero spingersi verso nord, attorno i 17° 18° di latitudine nord, interessando alcune aree fra l’est della Mauritania, il Mali centrale, mentre i primi intensi temporali si potrebbero creare anche sul Niger meridionale e sul Ciad centro-meridionale, grazie ad un lento avanzamento a nord dell’umida ventilazione meridionale del “Monsone di Guinea”. Un altro elemento che deporrà a favore di un avanzamento delle piogge “zenitali” verso la regione dell’Africa sub-sahariana sarà legato ad un approfondimento della depressione termica al suolo, con minimo pronto a scendere poco sopra i 1000 hpa, che in questo periodo dell’anno tende ad originarsi lungo la fascia saheliana, a causa dell’intenso e prolungato riscaldamento delle vaste distese desertiche e semi-desertiche dell’Africa settentrionale.
