Super caldo nel sud-ovest degli USA; sfiorati i +53°C nella “Death Valley”, la temperatura più alta del 2013

L'impressionante ondata di calore in atto nel sud-ovest degli USA
L’impressionante ondata di calore in atto nel sud-ovest degli USA, si notano termiche di +35°C a 850 hpa nella libera atmosfera

Come anticipato nei giorni scorsi una impressionante ondata di calore sta investendo gli stati centro-occidentali degli USA, dall’Arizona e le zone desertiche interne della California fin verso gli stati canadesi occidentali, determinando dei bruschi rialzi termici, in qualche caso anche ben oltre i valori estremi per il periodo. Il sensibile rafforzamento del promontorio anticiclonico sub-tropicale messicano è stato indotto proprio dalla progressiva intensificazione dell’”avvezione di spessore” sugli Stati Uniti centro-occidentali. Questa ha contribuito ad irrobustire la struttura anticiclonica sub-tropicale nel sud-ovest degli Stati Uniti, aspirando le masse d’aria molto calde e secche, originarie delle superfici desertiche degli USA sud-occidentali e del Messico settentrionale, ben oltre il confine canadese, con l’attivazione di una debole ventilazione dai quadranti meridionali. Ma il forte aumento termico atteso in diversi stati degli USA centro-occidentali è stato prodotto dall’”avvezione di spessore” che estendendosi alle quote superiori della troposfera ha determinato un incremento, anche sensibile, dei valori di geopotenziale a 500 hpa e delle temperature a 850 hpa, che si porteranno oltre la soglia dei +24°C +25°C, con punte comprese fra i +32°C +35°C nell’estremo sud-ovest degli States. Il sensibile incremento delle temperature nei bassi strati è stato originato dall’avvezione calda dovuta all’avvezione termica, alla “compressione adiabatica” e all’elevata insolazione diurna. In molti stati i termometri hanno oltrepassato la soglia dei +44°C +45°C, con picchi ben superiori nelle aree desertiche del sud-ovest.

Un caldo veramente insopportabile, anche se verrà accompagnato da tassi di umidità relativa molto bassi, visto l’origine spiccatamente continentale (desertica) delle masse d’aria sub-tropicali. Intanto nei deserti degli USA sud-occidentali, la vasta massa d’aria “rovente” in quota, con valori di oltre i +34°C +35°C a 850 hpa, ha iniziato a dare i suoi frutti, attivando una vera e propria fornace. Molte stazioni sono riuscite ad eguagliare o in qualche caso battere i rispettivi record di caldo mensili, anche se nessuna di queste ha superato il proprio record assoluto, con riferimento a quelle stazioni che presentano una serie decentemente lunga. La “Death Valley”, per esempio, uno dei punti più caldi e “bollenti” del pianeta, ormai si è definitivamente “infuocata”, tanto che ieri ha stabilito l’attuale temperatura massima più alta registrata sul pianeta dall’inizio del 2013, con una massima di ben +52.8°C all’ombra. Un dato a dir poco estremo, ma non da record per la località che detiene tuttora il primato di caldo mondiale di ben +53.9°C (quasi +54°C) registrato in più occasioni, fra il Luglio del 1960 e il Luglio del 2005.

Oggi si rischia una nuova replica, tanto da non escludere una massima veramente estrema, prossima ai +53°C. Sulla Terra finora non si è mai registrato un simile valore con una strumentazione che si possa ritenere adeguata, rispettando tutte le norme WMO. La “Death Valley” è una estesa depressione, lunga più 225 chilometri e larga in media 40 chilometri, che si estende fra il deserto interno della California e in piccola parte sul confinante stato del Nevada. Data la particolare orografia chiusa questa depressione è il punto più “rovente” del nostro pianeta, dove per varie volte è possibile sfondare il muro dei +50°C all’ombra durante il periodo estivo, quando l‘intensa e prolungata insolazione diurna (cieli costantemente sereni o poco nuvolosi) unita ai bassissimi tassi di umidità relativa (5-6 %) riscaldano sensibilmente il terreno desertico, completamente spoglio di vegetazione arborea in vasti tratti (solo in inverno e in primavera, quando si verificano brevi rovesci di pioggia, la superficie desertica rifiorisce per pochi giorni), trasformando l‘area in una sorta di grande “forno“ naturale che irradia un calore veramente infernale e insopportabile. Proprio per questo motivo durante l’estate, a causa delle elevatissime temperature diurne, non si può circolare di giorno all‘interno della “Death Valley“.

Le ore consigliate per arrivarci sono nel tardo pomeriggio, dalle 17:00 – 18:00 PM in poi, e nella prime ore del mattino, dalle 04:00 alle 10:00 AM. Nella giornata odierna la forte ondata di calore presente sugli USA sud-occidentali dovrebbe estendersi ulteriormente verso nord-nord/est, puntando in direzione degli stati centro-occidentali, dove le masse d’aria più calde e secche, provenienti da S-SO, contribuiranno a far impennare le temperature ben oltre la soglia dei +38°C +40°C all’ombra. Questa super ondata di calore, finora la più intensa della stagione estiva, rischia anche di minacciare diversi record assoluti di caldo, fra quali quello dello stato del Wyoming, di +44.4°C. Intanto poco più ad est, correnti d’aria più fresche dai quadranti settentrionali, che scivolano lungo il lato più occidentale di una circolazione depressionaria in allontanamento verso l’Atlantico, hanno interagito con il bordo più orientale dell’ondata di calore presente sul sud-ovest degli USA. La confluenza fra le differenti masse d’aria ha innescato una moderata attività convettiva, con la formazione, nelle ore centrali del giorno, di varie grosse “Cellule temporalesche” e “Clusters” fra l’est del Colorado, il Kansas e il Nebraska, che hanno dato luogo a dei rovesci e dei temporali isolati. Altri temporali pomeridiani si sono sviluppati anche sulle praterie degli stati canadesi dell’Alberta sud-orientale e del sud del Saskatchewan.