Tumori: sistema immunitario contro il Cancro, ecco la nuova frontiera della medicina

Da decenni la principale arma contro i tumori, al di la’ di prevenzione e chirurgia, rimane la chemioterapia, che pero’ tra i vari effetti collaterali deprime pesantemente il sistema immunitario. Oggi le difese naturali del nostro organismo sembrano invece poter assumere un ruolo decisivo nello sconfiggere il cancro. E’ l’immunoterapia la nuova frontiera dell’oncologia, secondo quanto emerge dal congresso dell’Asco, il piu’ importante appuntamento mondiale di oncologia in corso a Chicago. Obiettivo di diversi farmaci presentati al congresso, ancora in fase di studio, e’ soprattutto la proteina PD-L1: un recettore che di fatto difende e protegge le cellule tumorali dal sistema immunitario, rendendo il cancro piu’ forte e resistente del corpo sano rispetto alle difese naturali. Uno “scudo” che questi farmaci si propongono di abbattere, consentendo al sistema immunitario di combattere piu’ efficamentente il tumore. Uno di questi farmaci e’ il nivolumab, che ha dimostrato di prolungare la sopravvivenza nel 43 per cento dei pazienti con tumore non a piccole cellule del polmone, nel 61 per cento dei pazienti con melanoma e nel 70 per cento dei malati di cancro del rene. Un altro farmaco, lambrolizumab, ha dimostrato di poter ridurre del 38 per cento il tumore in pazienti con melanoma avanzato. Infine, i dati piu’ promettenti vengono da uno studio su MPDL3280A, farmaco sperimentale progettato proprio per rendere le cellule tumorali piu’ vulnerabili allo stesso sistema immunitario dell’organismo. “L’attivazione del sistema immunitario per eliminare le cellule tumorali e’ stato a lungo un obiettivo della ricerca sul cancro e siamo entusiasti di essere in prima linea nella sperimentazione di questo approccio. – ha dichiarato Ira Mellman Ph.D., Vice President, Research Oncology presso Genentech Research and Early Development – Abbiamo scelto di agire in modo mirato sulla proteina PD-L1 delle cellule tumorali, perche’ questo approccio potrebbe fornire una risposta duratura e permette il collegamento piu’ stretto al PD-L1 ai fini di identificare dei biomarcatori e dei test diagnostici”. Risultati positivi, con una riduzione del tumore di oltre il 20 per cento in pazienti con cancro avanzato del polmone, melanoma, rene, e altri tumori, hanno indotto Roche e Genentech a avviare studi anche sul tumore al polmone e sulla combinazione tra questo e altri farmaci.