Una pietra al giorno toglie il medico di torno?!

A Bedford, in Gran Bretagna, vive Teresa Widener, una quarantacinquenne che da 20 anni ha un hobby davvero bizzarro: ha raccolto, succhiato e masticato 1360 chili di pietre e rocce.

In un’intervista al Daily Mail,  la donna ha confessato di essere affetta da un disturbo  del comportamento alimentare detto picacismo (o pica) o sindrome della Gazza, dal nome del volatile, che pare si diletti a ingurgitare qualsiasi oggetto carpisca la sua attenzione.

Il picacismo è caratterizzato dall’ingestione continuativa nel tempo di sostanze non nutritive e può essere diagnosticato se l’abitudine perdura per più di un mese, ad un’età evolutivamente inappropriata per sviluppare tale comportamento, generalmente in bambini più grandi di 18-24 mesi. I bambini e gli adulti che ne sono affetti, possono mangiare davvero di tutto: feci animali, argilla, palle di pelo, sporcizia, ghiaccio, vernice.

Mentre la maggior parte di noi è solita placare i morsi della fame con un panino o risollevare il morale con un bel barattolo di cioccolato,  Teresa Widener prova un effetto simile avendo sempre a portata di mano un pezzo di roccia, che le calma i nervi e la  rasserena. La donna, ribattezzata col nome di “signora mangia pietre “, sceglie accuratamente il suo cibo, predilegendo  le pietre che “esteticamente ” attirano la sua attenzione e  adorando il loro sapore di terra, di  fango.  Le tritura col lato sinistro della bocca , in cui i  denti, messi a dura a prova in questi 20 anni, asono cresciuti maggiormente.

Il consumo totale ammonta a oltre  3 mila libbre ( 1300 chili) e,a detta della donna,è calato dopo il matrimonio con Jim, che la rende talmente felice, da farla mangiare di meno. Talvolta anche le donne incinte sono colpite da tale sindrome,e il desiderio di cibi inappropriati come ghiaccio,patate crude, carne cruda, viene fatto oggetto di credenze popolari.

Il caso di Teresa è frequente in alcune specie animali e non è il primo del genere in un essere umano ; infatti, qualche tempo fa, ha fatto scalpore la storia del piccolo Zach Tahir, di soli 5 anni, che divora ogni oggetto della sua stanza, compresi intonaco, pezzi di parete e giocattoli, non riuscendo a distinguere ciò che è commestibile da quello che non lo è.

Alla base di questo “pervertimento” dell’appetito, vi è quasi  sempre un’anemia di ferro, per cui il disturbo regredisce correggendo la carenza o, nel caso di donne incinte, col termine della gravidanza. Nei bambini, a volte, è il sintomo di una parassitosi  intestinale o di una malattia celiaca, he hanno sempre come conseguenza un disturbo del metabolismo del ferro o di altri minerali. Più raramente, il picacismo esprime un disturbo ossessivo-compulsivo ed  è riconosciuto come disturbo mentale.

Il trattamento deve poter apportare i nutrienti mancanti e affrontare  altri problemi medici, come l’esposizione al piombo, e si basa sul miglioramento del comportamento del paziente e sull’educazione familiare. Altri trattamenti di successo includono l’associare tale comportamento a conseguenze negative o punizioni (terapia di avversione lieve), seguita dal rinforzo positivo quando  si mangiano alimenti giusti.

I farmaci possono essere un valido aiuto nel caso in cui il picacismo disturbi lo sviluppo e si associ al ritardo mentale,con conseguente riduzione del comportamento anomalo.

In molti  casi il disturbo dura mesi ,fino a scomparire da solo; mentre in altri può continuare nell’adolescenza e in età adulta, soprattutto  quando si manifesta con disturbi dello sviluppo, con possibili complicazioni: infezioni, ostruzioni intestinali, malnutrizione, avvelenamento da piombo (cosiddetto saturnismo, da Saturno, dio romano, associato dagli alchimisti a questo elemento).