Vesuvio, gli eventi sismici registrati nel corso dell’ultimo anno. Martini (INGV): “tutto normale”

golfo_di_napoli_e_VesuvioNella mattinata di ieri gli strumenti dell’Osservatorio Vesuviano hanno registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.3. Se da un lato il maestoso vulcano continua ad affascinare migliaia di turisti da tutto il globo che quotidianamente lo visitano, dall’altro è capace di mietere terrore a chi ogni giorno pensa ad un suo possibile risveglio. Ed effettivamente è bastato un evento tellurico molto piccolo, come quello di ieri, per infondere panico a decine di persone che hanno preso d’assalto i centralini dell’osservatorio. Non si è fatta attendere la risposta di Marcello Martini, direttore dell’Osservatorio, che ha rassicurato affermando che “non c’è nulla di preoccupante, e che si tratta della normale attività sismica che viene registrata quotidianamente dalle strumentazioni che monitorano il vulcano. Di scosse simili ne avvengono 600-700 l’anno, praticamente almeno una ogni giorno”. Ma stavolta qualcosa non è andata come al solito, visto che – come conferma lo stesso direttore – sono state tante le telefonate giunte ai centralini dell’Osservatorio. ”Le scosse molto prossime al 2, come quella di questa volta, non vengono avvertite dalla gente. Si’, confermo che sono arrivate diverse telefonate ai nostri centralini. Ma gli utenti ai nostri operatori dicevano di avere saputo della scossa e non di averla avvertita”.

In riferimento a quanto detto dal dott. Martini, abbiamo raccolto e analizzato le scosse sismiche dell’ultimo anno registrate dai simografi vesuviani, cercando di capire quanto una scossa di tale intensità possa risultare anomala nel corso di questo lasso temporale, e cercando di convincere i più “scettici” che hanno messo in dubbio la risposta del direttore. Dal grafico evidenziato accanto,  si evince la media mobile dal 6 Giugno 2012 al 6 Giugno 2013, periodo entro il quale l’evento più forte risulta essere quello di magnitudo 2.5 registrato lo scorso 20 Agosto 2012. Di scosse uguali o superiori alla magnitudo 2.0 ne troviamo una decina, che rappresentano quindi un evento assolutamente normale per l’attività del Vesuvio. Nelle ellissi sono evidenziati i periodi caratterizzati da scosse più vicine nel tempo (anche se di scarsa intensità), tra Novembre e Dicembre 2012, anch’esse assolutamente normali nella quiescenza della montagna. In definitiva, siamo davvero lontani da possibili segnali precursori che lascino intravedere un possibile risveglio.

Del resto qualche tempo fa il direttore Martini ai nostri microfoni ci aveva spiegato che “dai dati che abbiamo e dagli studi che abbiamo fatto, pur non potendo sapere quando il vulcano si risveglierà, siamo quasi certi che lo farà con un’eruzione di tipo sub-pliniano: si tratta di un evento simile a quello di Pompei, ma con un’energia un pò minore. E’ il responso di studi molto approfonditi, e la probabilità che il vulcano – quando si risveglierà – lo farà in questo modo, è più che ragionevole, intorno al 90%. E’ invece poco probabile che il Vesuvio possa riprendere l’attività con una piccola eruzione. Per questo il piano di emergenza è stato realizzato in base a un’eruzione di tipo sub-pliniano, e prevede una zona rossa che sarebbe ad altissimo rischio a causa dei grandi flussi piroclastici dovuti al collasso della colonna vulcanica che determinerebbe l’espansione di una nube tossica formata da particelle solide e gas caldissimi. Sarà un fenomeno troppo rapido che raggiungerebbe la costa nel giro di 10 minuti. Attualmente si verificano circa 800/900 terremoti l’anno. Noi analizziamo e misuriamo le variazioni geochimiche, i gas fumaroli, le formazioni del suolo, i gas del suolo. In base alle variazioni di questi elementi, siamo in grado di dare un’allarme in modo preventivo, giorni, settimane e forse addirittura mesi prima di un’eruzione. Per il momento, Napoli e aree limitrofe possono vivere sonni tranquilli.