
Mentre l’estate boreale si avvicina al suo primo giro di boa sul mar Glaciale Artico prosegue inarrestabile lo scioglimento dei ghiacci marini. Nel mese di Giugno, periodo in cui la luce solare regna per quotidianamente, il ghiaccio della banchisa inizia ad arretrare verso nord, aprendo ampi spazi di acque libere dai ghiacci sul mar Glaciale Artico. Secondo l’analisi effettuata dall’Arctic Sea Ice News and Analysis l’estensione del ghiaccio marino nel mese di Giugno è stata di circa 11.580 mila chilometri quadrati (4,47 milioni di miglia quadrate). Si tratta di un valore di ben 310 mila chilometri quadrati (120.000 miglia quadrate) al di sotto della media stabilita nel periodo compreso fra il 1981 e il 2010. In compenso il dato del Giugno 2013 si porta a ben 760 mila chilometri quadrati (293 mila miglia quadrate) al di sopra del minimo record d’estensione misura nel Giugno 2010. Sebbene il tasso di perdita di ghiaccio è aumentato verso la fine di Giugno, in modo anche drastico in vaste aree del mar Glaciale Artico, il ghiaccio si è ritirato complessivamente molto più lentamente rispetto alla scorsa estate, con particolare riferimento per il Giugno 2012. Questa lenta ritirata di Giugno è imputabile al particolare pattern atmosferico che ha dominato in sede artica per l’intero mese. Durante la prima e la seconda decade di Giugno le temperature medie dell’aria si sono mantenute attorno le medie o poco sotto su gran parte del mar Glaciale Artico. Anomalie termiche a tratti anche negative, in netto contrasto con le temperature decisamente sopra le media su gran parte del territorio circostante, fra Eurasia e artico canadese, dove si è assistito ad un rapido scioglimento della neve nelle aree continentali, al di sopra del Circolo polare artico.
L’andamento della temperatura sulla regione artica è stata associata a valori del campo barico, a livello del mare, insolitamente bassi, centrati vicino al Polo Nord geografico. La presenza di frequenti e persistenti circolazioni cicloniche attorno il mar Glaciale Artico centrale sovente tende a rallentare il ritiro estivo dei ghiacci marini, non solo perché favorisce condizioni di freddo, con temperature dell’aria negative, ma anche perché i venti a rotazione ciclonica che soffiano attorno al Polo Nord impediscono una dispersione dei blocchi di ghiaccio marino al di fuori dell’area artica, mantenendoli attorno la Calotta Polare. In queste condizioni cicloniche i blocchi di ghiaccio, in genere, tendono a ruotare nei pressi della Banchisa. E’ vero che nel Giugno del 2013 non è stato osservato lo stesso drastico arretramento sperimentato durante i grandi minimi d’estensione che hanno caratterizzato le estati del 2012 e del 2007, quando il ghiaccio arretro in modo talmente impressionante da originare una nuova isola di ghiaccio sul mar Glaciale Artico, completamente staccata dalle terre emerse da vasti tratti di acque completamente libere dal ghiaccio e perfettamente navigabili. Tuttavia, già negli ultimi giorni di Giugno, il ghiaccio marino ha subito un drastico arretramento, in modo piuttosto repentino ed imprevisto. Questo rapido arretramento è da attribuire al fatto che in questa primavera lo spessore del ghiaccio marino è stato molto sottile in vaste aree del mar Glaciale Artico. Il che suggerisce che molte aree potrebbero presto iniziare a fondere completamente, aprendo ampi tratti di acque libere e perfettamente navigabili. Già nel “Pack” sono ben visibili enormi spaccature che indicano tale processo. Molto dipenderà anche dal pattern climatico che dominerà in sede artica durante il mese di Luglio e Agosto.
Una recente missione della NASA, compiuta nei mesi di Marzo e Aprile, ha permesso di poter fare maggiore chiarezza sullo spessore dei ghiacci marini dell’Artico fra le coste della Groenlandia ed il mare della Siberia Orientale. Le perforazioni hanno dimostrato come il ghiaccio presente attorno le coste della Groenlandia settentrionale presentasse uno spessore di circa 4-5 metri. A nord dell’Alaska, fra il mar di Beaufort ed il mare dei Chukchi, erano presenti ampi aree con ghiaccio giovane e molto sottile, con uno spessore di soli 1.0-1.5 metri. I risultati preliminari della Agenzia Spaziale Europea suggeriscono che il ghiaccio, nel mese di Marzo, sia stato dell’8% più sottile rispetto al Marzo 2012. Proprio nelle aree dove il ghiaccio risultava piuttosto sottile si sono verificati grandi eventi di fratturazione, anche di notevoli dimensioni, già registrati fra Febbraio e Marzo. Ciò spiega perché il ghiaccio è molto fratturato con numerosi piccoli banchi che tendono rapidamente a fratturarsi ulteriormente, per fondersi in modo altrettanto rapido, favorendo l’apertura di vasti tratti di acque libere dal ghiaccio. Ora non ci resta che aspettare il proseguo dell’estate boreale, sperando di non dover vedere violente tempeste, come quella del 6 Agosto 2012, capaci di disintegrare interi pezzi di banchisa, sotto la furia di vento e onde, il cui impatto potrebbe riservare degli effetti a dir poco devastanti.
