L’Aquila: boom di fumatori dopo il terremoto del 6 aprile 2009!

Terremoto_L_Aquila_CiccozziQuattro aquilani su 15, causa stress sisma, sono tornati a fumare. Vinto il vizio della sigaretta prima della tragica notte del 6 aprile, sono stati risucchiati, dopo il terribile evento, nel gorgo della tentazione. E’ la ‘nicotina di ritorno’, dovuta al terremoto che ha sconvolto il capoluogo regionale. Il dato emerge da un piccolo campione di utenti esaminati dal centro antifumo, aperto all’Aquila a meta’ dell’aprile scorso dalla Asl 1. Il centro per la ‘lotta’ alla nicotina e’ aperto una volta a settimana, il giovedi’, dalle ore 14.00 alle 18.00, a Collemaggio, nell’ambulatorio di Medicina dello sport, in via Bellisario.  In poco meno di 3 mesi si e’ rivelato un presidio sanitario importante sul territorio di L’Aquila contro la piaga del fumo e, al tempo stesso, e’ diventato la cartina di tornasole per misurare gli effetti della sigaretta in rapporto ai danni psicologici post sisma. Quella del centro contro il fumo e’ un’attivita’ difficile perche’ richiede trattamenti che possono essere lunghi e un lavoro impegnativo degli operatori sanitari. E i 15 pazienti, attualmente in cura, sono ‘difficili’ perche’, nella quasi totalita’, affetti da malattie gravi come: infarto, asma, problemi respiratori, ipertensione. Il team della Asl prende in cura i patiti della nicotina e comincia con loro un percorso per cercare di portarli fuori dal tunnel. Il maggior afflusso si registra tra i 40 e i 50 anni ma vi sono anche giovani attorno ai 30 e pazienti oltre i 60. Come numero femmine e maschi si equivalgono mentre, come categorie sociali e professionali, il problema riguarda un po’ tutti: ingegneri, operatori di call-center, parrucchieri e impiegati. Non tutti ce la fanno a spezzare il filo d’acciaio con il tabacco e alcuni lasciano. Ma, dati alla mano, e’ dimostrato che il ‘fai da te’, nella lotta alla nicotina, e’ quasi sempre fallimentare perche’ il sostegno degli specialisti e’ fondamentale.