Metodo Stamina, parla l’esperto: “è uno scandalo basato sulla frode e sulle menzogne”

“Stamina è uno scandalo basato sulla frode e sulle menzogne” è tranciante il giudizio del professor Michele De Luca, docente di medicina rigenerativa all’università di Modena-Reggio Emilia. Il professore, che proprio oggi si è iscritto all’associazione, è intervenuto al Consiglio generale dell`Associazione Luca Coscioni, all`hotel Nazionale a Roma, e ha chiesto anche lui lo stop alla sperimentazione del metodo Stamina. “Lo scopo di noi scienziati è quello di difendere quello che la scienza e la medicina hanno cercato di costruire in questo secolo: la medicina basata sull`evidenza. Stamina è uno scandalo basato sulla frode e sulle menzogne”, ha sottolineato il docente, svelando “le menzogne”. Ovvero, “la prima è che le cellule staminali mesenchimali non sono pluripotenti. A qualcuno ciò farebbe piacere perché eliminerebbe il problema delle cellule embrionali”. “La seconda – ha proseguito – è che non è una cura. Le associazioni di pazienti si sono ribellate contro le prese in giro di questi due personaggi, Vannoni e Andolina”. Per il docente “siamo davanti ad una situazione incomprensibile: Pieraccioni, Celentano, Lollobrigida, i giudici sono diventati tutti esperti di cellule. I giudici si sono chiesti perché a livello nazionale ed internazionale stanno urlando contro tutto questo?” Inoltre – precisa il docente – “Vannoni sostiene che dietro noi scienziati ci sono le multinazionali. È vero il contrario. Loro sono appoggiati da Medestea che ha nel suo sito due obiettivi: fare business con le cellule mesenchimali per venderle; esse deve essere trattate come trapianti in modo da non passare i controlli”. E la critica al presidente di Stamina Foundation è netta: “Tutta questa campagna mediatica è stata fatta da Vannoni che non è un biologo, non è un medico ma uno esperto in comunicazione persuasiva. Uno che froda perché non ha un metodo altrimenti avrebbe usato le sue foto per il brevetto e non quelle dei russi che le hanno usate per altro”. Per tutti questo motivi il docente si è unito alla schiera dei no: “Non si può più proseguire con la sperimentazione clinica altrimenti l`Italia e la nostra scienza si umilia dinanzi alla comunicata internazionale”.