
Nel Mediterraneo, per esempio, entra in gioco un meccanismo che solleva fino all’altezza di 2.000 metri una grande massa di aria calda proveniente dal Sahara occidentale e che, una volta in quota, entra nel flusso dell’area di alta pressione dell’anticiclone delle Azzorre: quest’ultimo diventa allora una sorta di nastro trasportatore che trasporta fino a noi l’aria calda del Sahara. ”Solo quando sono attivi entrambi questi meccanismi, particolarmente efficienti e persistenti, si ha un’ondata di calore”, spiega Pasqui. E’ anche un fenomeno semplice da prevedere: ”da una settimana tutti i modelli meteorologici convergevano nell’indicare l’arrivo dell’onda di calore per questo fine settimana”. Se oggi e i prossimi giorni saranno caldissimi, l’estate 2013 non sara’ rovente. ”Potranno esserci nuove ondate di calore, ma di breve durata e che si alterneranno a periodi piu’ freschi, anche con piogge”, osserva l’esperto. Una situazione che segna un’inversione di tendenza rispetto alle estati torride che si sono succedute a partire dal 2003. ”Quella del 2013 sara’ comunque un’estate calda, se confrontata alla media degli ultimi 30 anni, ma senza situazioni di disagio prolungato. Sara’ molto diversa – ha concluso – rispetto alle estati degli ultimi 10 anni, tutte caratterizzate da ondate di calore numerose e durature, in alcuni casi comparse precocemente, gia’ in maggio, o tardive, prolungate fino a tutto ottobre”.
