Puliamo il Mondo è nata nel 1993 su iniziativa di Legambiente, che ha portato in Italia una manifestazione già presente all’estero dal 1989, Clean Up the World. Nata nel 1989 in Australia aveva come scopo unire cittadini e realtà della società civile per pulire gli spazi pubblici dai rifiuti lasciati da altri. Negli anni l’iniziativa è andata crescendo, anche grazie a internet, ed oggi conta sul contributo di 35 milioni di persone in 130 paesi del globo, secondo quando riporta il sito ufficiale (http://activities.cleanuptheworld.org/).

Nel 2012 Puliamo il Mondo ha mobilitato oltre 600mila attivisti, dei quali 300mila erano studenti. Oltre 4mila località sono state ripulite da rifiuti di ogni tipo. In particolar modo sono state rimosse tonnellate di rifiuti ingombranti e altamente inquinanti come lavatrici, frigoriferi e batterie di automobile, oltre a moltissima plastica, mobili e materassi.
Negli stessi giorni di Puliamo il Mondo si terrà anche un’iniziativa meno conosciuta, Puliamo il Buio (http://www.puliamoilbuio.it/). Viene promossa da otto anni dalla Società Speleologica Italiana e da Legambiente, con l’obiettivo di pulire gli ambienti ipogei usati come discariche abusive. Grotte, doline, forre, disseminate a migliaia sul territorio montuoso d’Italia, vengono spesso usate come discariche illegali. I più non se ne accorgono, essendo ambienti raggiungibili solo con corde e con tecniche speleologiche. Tuttavia l’inquinamento di questi luoghi ha gravi effetti sulla fauna e sulla flora ipogee, oltre che sulle acque di falda. Inoltre lo scarico di rifiuti nelle grotte e nelle cavità naturali è un grave attentato a un patrimonio di tutti, e non può essere accettato. Per questo motivo oltre a pulire gli ambienti, gli speleologi compiono in queste tre giornate anche un lavoro di denuncia, fotografando situazioni di degrado e redigendo un censimento on-line che riporta tutte le cavità naturali soggette a inquinamento e quindi a rischio ambientale.
