
Si narra che la straordinaria soprano avesse compiuto questo gesto “estremo” poichè, sentendosi fortemente in sovrappeso, voleva perdere i 30 chili accumulati, nell’arco di brevissimo tempo. E ci riuscì, riacquistando in pochi mesi una forma fisica invidiabile che non le tolse, però, l’inquietudine sentimentale.
La tenia o verme solitario è un parassita pluricellulare appartenente alla famiglia dei vermi piatti, comune in tutto il mondo, in cui si registrano circa 50 milioni di casi ogni anno e la Germania, con una prevalenza dello 0,2- 0,3% della popolazione, è in vetta ai Paesi europei.
Ha un tasso d’incidenza maggiore nei Paesi più poveri, dove le norme igienico-sanitarie sono inferiori rispetto a quelle dei Paesi industrializzati.
Questo disgustoso “mostro” dell’intestino umano ed animale è privo di un apparato digerente e assorbe direttamente le sostanze nutritive presenti all’interno dell’ intestino ospite, raggiungendo mediamente i 10 metri di lunghezza ma potendo sfiorare anche i 30.
E’ dotato di una testa( scolice) piena di ventose ed uncini, che gli consentono di aderire alle pareti intestinali, con il resto del corpo diviso in tanti piccoli segmenti lunghi circa 1-1,5 cm, chiamati progloditi. E’ molto longevo, potendo vivere fino a 25 anni se non si interviene chirurgicamente o farmacologicamente.
La distribuzione della tenia riflette le abitudini alimentari dei Paesi : la Teniasi solium ( patologia provocata dal parassita che ha come ospite intermedio il maiale) è inesistente nei Paesi di religione islamica, in quanto in essi il consumo di carne suina è proibito per motivi religiosi, mentre dalla parassitosi da Tenia saginata, diffusa in tutto il mondo, è esente l’India, in cui il consumo di carne suina non è consentito sempre per motivi religiosi.
All’ atto della defecazione della persona che ospita il parassita nel proprio intestino, le uova vanno a depositarsi su piante ed erbe che, come la catena alimentare ci insegna, vengono a loro volta ingerite dagli ospiti intermedi ( a seconda delle diverse specie, possono essere bovini, suini o pesci), infettandoli.
Il soggetto colpito da tenia è spesso affamato ma, nonostante si cibi continuamente, si sente spossato a causa del binomio tra deficit calorico e carenze vitaminiche. Possono inoltre comparire : diarrea alternata a stitichezza, nausea, vomito o dolori addominali.
A tali sintomi potrebbero associarsene ulteriori di origine nervosa, tra cui: nervosismo, disturbi del sonno, emicranie, frequente sudorazione, vertigini, perdita di appetito.
Per proteggersi dalla malattia è opportuno cuocere le carni almeno a 56°C, indipendentemente che esse siano di bovino o di maiale e congelare le carni a -30°C , incrementando il tempo di congelamento di 6 ore per ogni grado di differenza, dal momento che i congelatori domestici non superano i -18°C.
La presenza della tenia può essere diagnosticata esclusivamente tramite l’esame obiettivo delle feci e tra i farmaci utilizzati per il trattamento vi è il niclosamide (es. Yomesan), che paralizza i parassiti , non agendo tuttavia sugli stadi larvali, o l‘albendazolo ( es. Zentel) , per tenie che non superano i 7 mm di lunghezza.