
I ricercatori, utilizzando raggi ultravioletti, raggi X e la tecnica di datazione usata sugli alberi, hanno infatti scoperto la composizione della tavola armonica di un violino costruito dal famoso liutaio cremonese.
Il particolare suono emesso dallo strumento, è frutto di un’articolata tecnica artigianale ed un team di chimici e fisici italiani è riuscito nell’ardua impresa di riprodurre una copia identica alla manifattura di Antonio Stradivari, allo scopo di verificare se sull’acustica del violino, così forte e corposa, influisca la decorazione a intarsio della tavola armonica.
Occhi puntati o meglio, orecchie tese al 14 settembre, data in cui verrà inaugurato il Museo del Violino, che conterrà anche esemplari di Stradivari e che vedrà i ricercatori dell’Università di Pavia e del Politecnico di Milano, cimentarsi per almeno 3 anni in nuove ricerche. E’ uno dei pochi casi di Museo- laboratorio scientifico.
Scienza: uno studio smaschera i segreti di uno Stradivari, ma la ricerca continua!
