La potente ondata di calore che nei giorni scorsi ha colpito gli stati occidentali degli USA, facendo eguagliare alla “Death Valley” il record assoluto di caldo mondiale, con i +53.9°C raggiunti lo scorso 30 Giugno 2013, si sta disgregando, perdendo in forza ed estensione. Nei prossimi giorni anche l’isoterma di +30°C a 850 hpa comincerà a scomparire sopra le vaste distese desertiche degli USA sud-occidentali, fra California orientale, Arizona e Nevada. Ciò comporterà una sensibile attenuazione della soffocate cappa di caldo torrido, che da diversi giorni ingabbiava gli stati centro-occidentali degli USA, coadiuvata da un significativo abbassamento delle temperature, che si riporteranno in prossimità della media climatologica. Il muro dei +53.9°C all’ombra nella “Death Valley”, che tuttora rappresenta l’attuale record di caldo mondiale, nonché la temperatura più elevata mai registrata sulla Terra da una stazione meteorologica ufficiale, è stato toccato in più occasioni, fra il Luglio del 1960 e il Luglio del 2005. Più precisamente il 18 Luglio 1960 una temperatura massima di ben +53.9°C venne registrata dalla stazione di Greenland Ranch, ubicata a -59.1 metri, nella “Death Valley”, nello stato della California. Successivamente i +53.9°C vennero nuovamente archiviati a Furnace Creek Visitor Center, all’interno della “Death Valley”, rispettivamente il 17 Luglio 1998, il 19 Luglio 2005 ed il 6 Luglio 2007. Va ricordato che purtroppo l’Organizzazione Mondiale Meteorologica ancora mantiene ufficiale, come temperatura più alta mai registrata sulla Terra, i +56.7°C registrati sempre nella “Death Valley”, nel lontano 10 Luglio 1913. Quel dato in realtà è poco affidabile, perché è stato elaborato da una stazione che non rispettava le norme WMO, presentando nella propria serie varie lacune e valori nettamente sovrastimati, anche in giornate con cielo nuvoloso o quasi coperto.

