
La circolazione atmosferica piuttosto lasca, nei medi e alti strati della troposfera, ha favorito la nascita di corpose cumulogenesi di origine termica anche sui rilievi interni della Sicilia orientale, al traverso di Iblei, Etna e Peloritani meridionali. Qui l’intenso riscaldamento diurno, ma soprattutto gli elevati indici di umidità stagnanti nei bassi strati, ha agevolato lo sviluppo di intense correnti ascensionali (le cosiddette “termiche”) che hanno costruito imponenti nubi cumuliformi, evolute in Cumuli torrenggianti, Congesti ed in seguito, nella parte successiva in autentici Cumulonembi, provvisti di incudine e sommità ghiacciata, con tanto di filamenti cirriformi (“falsi cirri”). Le nubi cumuliformi, già in tarda mattinata, hanno assunto uno sviluppo verticale tale da essere avvistate fin dalle coste calabresi e dall’area dello Stretto di Messina. A corredo dell’articolo vi postiamo due foto scattate in prossimità della zona nord di Messina, mentre sui Peloritani cominciavano a montare le “termiche” e i primi Cumulonembi. Le nubi però sono state avare di precipitazioni, salvo dei brevi piovaschi e dei rovesci piuttosto localizzati, caduti sulla dorsale peloritana e nelle aree dell’entroterra messinese, adiacenti al catanese e alla confinante provincia di Enna, dove si è riscontrata anche una attività elettrica moderata, condita da diverse fulminazioni nube-nube e nube-suolo. Cumulonembi un pò più strutturati si sono sviluppati intorno le 13:00 al confine fra Nebrodi meridionali, Etna e monti Iblei, dando luogo a dei locali episodi temporaleschi che hanno coinvolto maggiormente le aree interne del catanese, il siracusano e parte del ragusano.