Staminali, esperto commissione: “iniziare la sperimentazione”. La replica di Cattaneo: “incompetenti”

staminaliSe Vannoni consegna il metodo bisogna andara avanti e iniziare la sperimentazione“. Parola di Antonio Federico, ordinario di Neurologia all’Universita’ di Siena e past president della Societa’ italiana di neurologia (Sin), fra gli esperti della commissione chiamata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a giudicare il metodo Stamina. “Ha ragione il ministro Lorenzin” quando afferma che l’unica strada per Vannoni e’ consegnare il protocollo, inoltre “l’articolo apparso su ‘Nature’ si riferisce alla documentazione presentata per ottenere il brevetto. Penso che occorra fare comunque luce su tutto questo e se viene consegnato il metodo, bisognera’ considerarne la riproducibilita’ e iniziare la sperimentazione per chiudere il ‘capitolo’, e togliere dubbi alle persone che sono in attesa di sapere se questa cura e’ valida o meno“.

Intanto dura la replica di Elena Cattaneo, direttore del centro UniStem dell’universita’ degli Studi di Milano. “E’ impossibile immaginare il nostro Paese e il ministero della Salute preso in ostaggio per i prossimi 18 mesi da personaggi che non hanno alcuna competenza e qualifica per parlare di cellule staminali e delle malattie neurologiche che dicono di volere trattare. E’ intollerabile l’ipotesi che le istituzioni pubbliche sperimentino una presunta terapia, mai autorizzata dall’Aifa, prodotta con un metodo invisibile e quindi inesistente, che ora sappiamo infatti costruito sul furto e la falsificazione di fotografie“.  “E’ ridicolo – aggiunge Cattaneo – che singoli ricercatori tentino di difendere posizioni indifendibili invece di vedere che le due documentazioni chiave che dovrebbero dimostrare la novita’ del metodo Stamina e le sue raffinatezze – come ci sono state definite dagli stessi proponenti – alle quali un Parlamento ha conferito la sua fiducia sono state prelevate da lavori altrui pubblicati su riviste ignote molti anni prima che Stamina esistesse, copiate nella richiesta di brevetto di Stamina come prova della novita’ del metodo e per tale motivo falsificate nelle condizioni sperimentali che descrivevano. Chi non vede la gravita’ della denuncia di Nature ha evidentemente interessi a non vederla. E – conclude – bisogna cominciare a chiedersi cosa c’e’ dietro Stamina“.