
Le sue caratteristiche sono così estreme che è stato considerato dagli scienziati un modello possibile di altri pianeti, dove niente e nessuno potrebbe vivere. Eppure, il dott. Scott Rogers, professore di scienze biologiche, e i suoi colleghi, hanno scoperto una incredibile varietà di forme di vita che vivevano e si riproducevano in questo ambiente estremo.
Il loro lavoro è stato finanziato dalla National Science Foundation, dal U.S. Department of Agriculture e dalla BGSU Faculty Research Committee per un importo totale di 250.000 dollari.
“Abbiamo trovato più complessità di quanto chiunque avrebbe mai potuto immaginare,” afferma Rogers. “Ciò mostra l’ostinazione della vita e come gli organismi possono prosperare in posti dove 25 anni fa pensavamo nulla potesse sopravvivere.”
Le sequenze di DNA estrapolate sono state depositate presso il database del National Center for Biotechnology GenBank, di modo che possano essere d’ausilio per ulteriori ricerche.
Per Yury Shtarkman, responsabile delle analisi genetiche, si profila una infinità di lavoro consequenziale a questo progetto. “Si tratta di un progetto molto stimolante e più si studia, più si vuole sapere,” ha affermato. “Ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo che ti porta ad altre questioni a cui rispondere. Studiando DNA e RNA ambientale, ci chiediamo quanto simili siano queste sequenze ad organismi già identificati. Stiamo tracciando l’evoluzione e l’ecologia del lago stesso.”