Terremoto Wellington, è la seconda scossa importante in soli tre giorni

La scossa di terremoto di magnitudo 5.8 che ha scosso Wellington alle 21:17 ora italiana, ha svegliato i residenti della capitale. Sulla città neozelandese, terza area urbana del paese, erano le 7:17 del mattino quando le strutture hanno cominciato a tremare. Si tratta della seconda scossa importante in soli tre giorni, sempre nella medesima posizione, centrata nello stretto di Cook. L’evento è stato seguito da una serie di repliche che hanno raggiunto la magnitudo 4.2. Alcuni giornalisti hanno dichiarato che è come vivere su un’enorme barca in balia del mare, tanto per citare una similitudine. L’evento di un’ora fa è stato avvertito in modo meno intenso rispetto al precedente, ma ha comunque generato paura. Non sono segnalati danni rilevanti a persone e/o cose.

Subduzione wellingtonAd Ovest di Wellington, a 40 km di profondità, si sta sprigionando energia equivalente ad un terremoto di magnitudo 7. Sarebbe il più grande terremoto della città in 150 anni di rilevazioni, se non fosse che in superficie l’evento sta passando inosservato. A differenza dei terremoti, questi movimenti delle placche avvengono molto lentamente e sono difficilmente riscontrabili anche con i moderni strumenti di cui dispone la scienza, tanto da avere l’appellativo di terremoti silenziosi. L’evento sta interessando un’area che copre oltre 100 chilometri da Levin a Marlborough Sounds, e recentissime misure GPS stanno mostrando come il Pacifico e le placche tettoniche australiane stiano scivolando una accanto all’altra più rapidamente del solito. Il lento scorrimento va avanti da Gennaio, e molto probabilmente continuerà nel corso dei prossimi mesi. Le osservazioni, cominciate nel 2002, hanno rilevato due precedenti a questo evento: nel 2003 e nel 2008. Ecco perchè gli scienziati si attendevano un altro evento simile in questo 2013, proseguendo la cadenza regolare di 5 anni. Questo tipo di eventi non è ancora chiarissimo alla scienza, ma rappresenta una scoperta notevole per la sismologia. Sono ormai riconosciuti come eventi comuni nelle aree di subduzione ai confini delle placche di tutto il globo. In Nuova Zelanda la subduzione, ossia lo scorrimento di una placca al di sotto di un’altra, si verifica al largo della costa orientale dell’isola del Nord, ma non tutte le aree presentano le stesse caratteristiche. Nella baia di Hawke, ad esempio, gli eventi sono meno profondi (10-15 Km) e più brevi (durano in genere poche settimane) e si verificano ogni 1-2 anni. Perchè allora preoccuparsi di eventi lenti e silenziosi che avvengono nelle profondità della Terra?

A volte questi lenti slittamenti interagiscono tra di loro come i terremoti convenzionali, incuriosendo i ricercatori. Ci sono numerosi casi, infatti, dove a seguito di questi movimenti si sono verificati terremoti di una certa intensità. Un esempio recente è dato dallo sciame sismico che si è verificato al largo della costa di Wairoa. Gli strumenti GPS hanno anche rivelato comportamenti differenti delle aree di subduzione: alcune sono completamente bloccate, in attesa di un terremoto, altre si muovono liberamente senza generare eventi tellurici. Quindi è di fondamentale importanza mappare questi movimenti al fine di comprendere quali parti del margine di placca potrebbero rompersi facilmente e generare violenti terremoti. La ricerca prosegue.